Capire i viventi. La biologia spiegata in laboratorio, al museo e sul campo

Recensione di “Capire i viventi” di Elisabetta Falchetti e Flaminia Tranchida

Capire i viventi. La biologia spiegata in laboratorio, al museo e sul campo
Elisabetta Falchetti, Flaminia Tranchida
ScienzaExpress Edizioni



L’esperienza sul campo delle due autrici le ha portate a condensare in questo libro i temi del loro operato di divulgazione ed insegnamento e le problematiche connesse. Divulgare concetti e modelli della biologia contemporanea può rappresentare un problema, dunque viene in soccorso del soggetto interessato questo agile volume. Come si può favorire la comprensione della vita quale fenomeno globale e della complessa trama di relazioni che connettono ogni singolo vivente su questo pianeta? Viene quindi svolta una riflessione epistemologica e pedagogica finalizzata a chiarificare concetti, diffondere modelli e metodologie di insegnamento. La domanda di partenza fondamentale è: Perché conoscere i viventi? (quante volte si son sentiti gli alunni lamentarsi dell’inutilità dello studio di un determinato argomento, la solita litania “tanto non mi servirà a nulla”). Diviene dunque fondamentale svolgere con limpidezza una delle implicazioni fondamentali implicite nella ricerca biologica: migliorare la qualità della vita dell’individuo attraverso lo studio e l’applicazione dei suoi risultati. Anche le conoscenze biologiche sono utili, soprattutto oggi che problemi comuni, anche di portata globale, sollecitano il dibattito: dalle questioni bioetiche a quelle della gestione ecologica, dall’applicazione delle nuove tecnologie alla preservazione della biodiversità. Conseguentemente viene auspicata la diffusione di una visione del mondo biologica (la quale dovrebbe essere il compimento dell’incompiuta rivoluzione darwiniana), da favorire in connessione a una mente ecologica, consapevole del legame inestricabile della nostra specie con il proprio contesto ecologico, non solo locale ma globale. Ma non si tratta solo di insegnare “il posto dell’uomo nella natura”, bensì anche di educare a una metodologia scientifica utile alla risoluzione di problemi, che stimoli la curiosità e miri alla sua soddisfazione. Fondamentale è stimolare l’interesse dello studente, dell’ascoltatore ed aiutarlo a svolgere quel percorso di ricerca finalizzato alla comprensione di un fenomeno, rendendolo consapevole delle implicazioni del risultato della ricerca. Il fine del percorso educativo globale all’interno della scuola (pubblica), ma anche quello di altri istituti, dovrebbe essere quello di formare cittadini (ed aggiungo: non consumatori) capaci di giudicare. Per questo gli è necessaria una visione biologica, un bagaglio di conoscenze e modelli utili ad inquadrare problemi e tentare di risolverli. Ebbene le autrici hanno elaborato questo vademecum per insegnare a stimolare l’interesse e la curiosità degli studenti, facilitando la comprensione e l’applicazione di concetti e modelli biologici. Nei vari capitoli si affrontano questioni specifiche dell’insegnamento della biologia in vari contesti e propongono modelli esplicativi, chiarificazioni concettuali ed esperimenti. Dall’idea di vita all’ambiente, dall’evoluzione ai musei. Si tratta di un insieme di suggerimenti metodologici e concettuali che potrebbero essere utili sia al maestro di scuola elementare che al divulgatore intraprendente.

Alla fine della lettura non può non rimanere nel lettore un senso di amarezza ed acredine conseguente alla constatazione che una visione del mondo biologica (e scientifica) è assai poco diffusa, che il tessuto sociale è pregno di incomprensioni e ingenuità, di indifferenza, che i dibattiti che si pretendono seri sono viziati in principio da preconcetti ideologici ingiustificati e da ignoranza. Senza la pretesa o la profezia di miracolose rivoluzioni comportamentali istantanee della popolazione mondiale, grazie a questo libro e all’impegno quotidiano degli autori e dei lettori si potrebbe favorire la diffusione e la sedimentazione di certe idee, modelli, metodologie utili a cambiare realmente il comportamento dei cittadini.