La speciazione degli spalaci

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Diversi sono i modi che possono portare all’originarsi di una nuova specie a partire da una già esistente: la separazione di individui della stessa specie in territori differenti a causa di barriere geografiche (speciazione allopatrica); la separazione di un piccolo numero di individui che va ad occupare un’area ai margini della nicchia della specie principale e isolata da essa (speciazione


Diversi sono i modi che possono portare all’originarsi di una nuova specie a partire da una già esistente: la separazione di individui della stessa specie in territori differenti a causa di barriere geografiche (speciazione allopatrica); la separazione di un piccolo numero di individui che va ad occupare un’area ai margini della nicchia della specie principale e isolata da essa (speciazione peripatrica); la formazione, all’interno di una specie, di una criptospecie non più in grado di riprodursi con la specie di origine, in seguito a variazioni genetiche (speciazione simpatrica).

Di queste tre modalità, quest’ultima è la meno supportata da studi empirici, che tuttavia nel corso degli ultimi anni si stanno accumulando. In un articolo pubblicato online su PNAS, un gruppo di ricercatori israeliani ha riportato i risultati di uno studio condotto sul genere Spalax, un genere di roditori scavatori nel quale prevalgono le modalità di speciazione allopatrica e, soprattutto, peripatrica.

Studi recenti avevano identificato polimorfismi genetici e variazioni del DNA mitocondriale fra sottopopolazioni della stessa specie di spalaci che vivono in tipi di suolo differenti ma adiacenti, in assenza quindi di quell’isolamento fisico caratteristico delle speciazioni allopatriche e peripatriche. Gli studiosi hanno approfondito l’indagine su queste variazioni genetiche integrandole con studi fisiologici e comportamentali, scoprendo che il 40% della variazione del DNA mitocondriale e le differenti frequenze dei principali polimorfismi individuati, sono spiegate dai diversi tipi di suolo in cui le due sottopopolazioni si sono diffuse.

Secondo i ricercatori, questo caso di divergenza genetica in un microsito e in assenza di isolamenti fisici può essere descritto come un caso di speciazione simpatrica, che potrebbe quindi essere più diffusa del previsto in natura, almeno per quanto riguarda i piccoli mammiferi, proprio in virtù delle nette e abbondanti differenze presenti a livello di micro-nicchie ecologiche. Determinare la frequenza di questa modalità speciativa richiederà quindi ulteriori studi, a cavallo fra ecologia e genetica.

Michele Bellone


Riferimenti:
Yarin Hadida et al. Possible incipient sympatric ecological speciation in blind mole rats (Spalax). PNAS  Published online before print January 28, 2013, doi: 10.1073/pnas.1222588110. 

Immagine da Wikimedia Commons