A capo di Hallucigenia

Analisi al microscopio elettronico dei fossili di Hallucigenia sparsa, organismo vissuto circa 500 milioni di anni fa, permettono di ricostruire in modo convincente la sua forma e porla alla base degli ecdisozoi, il gruppo di invertebrati protostomi dotati di esoscheletro


Nel 1970, appena scoperto, fu ricostruito a testa in giù, scambiando le zampe per tentacoli lungo la schiena e la coda per la testa. Parliamo di Hallucigenia, uno strano organismo tra i 10 e i 50 mm del Cambriano medio, restituito dalla feconda argillite di Burgess nel parco nazionale Yoho in Canada e conservato presso il Royal Ontario Museum di Toronto. Questo organismo non è più un rompicapo sedimentato nell’esplosione del Cambriano, esso ha ora una plausibile collocazione genealogica, oltre che sette paia di zampe che terminano in artigli, tre paia di tentacoli lungo il collo, due occhi e, sorprendentemente, una bocca e una gola orlate di denti.

Ma il lavoro dei ricercatori della Cambridge University e dell’Università di Toronto pubblicato su Nature, non solo attribuisce ad Hallucigenia un capo e una coda convincenti, esso – attraverso una inedita ricostruzione mediante osservazione al microscopio elettronico – stabilisce la sua appartenenza agli Ecdisozoa, il gruppo di invertebrati protostomi dotati di esoscheletro che periodicamente compiono la muta a causa della maggiore velocità di crescita del corpo rispetto ad esso. Tra questi, annoveriamo artropodi, onicofori e tardigradi. Dalle analisi condotte, invece, Hallucigenia presenta una corona di denti, poi scomparsi nel corso dell’evoluzione del gruppo a cui appartiene, che fa ipotizzare con una certa plausibilità il loro possesso in tutti negli antenati comuni agli Ecdisozoa.


Riferimenti:
Martin R. Smith, Jean-Bernard Caron.Hallucigenia’s head and the pharyngeal armature of early ecdysozoans. Nature, 2015; DOI:10.1038/nature14573

Credit image: Danielle Dufault