A testa in giù

I grandi dinosauri erbivori dal collo lungo, come l’Alamosaurus e l’Apatosaurus (meglio conosciuto come Brontosauro), avevano una morfologia corporea perfettamente adattata all’utilizzo delle foglie che si trovavano sui rami più alti degli alberi. In questo modo, la loro nicchia trofica non andava a sovrapporsi eccessivamente a quella degli altri dinosauri erbivori che si nutrivano di foglie situate più in basso

I grandi dinosauri erbivori dal collo lungo, come l’Alamosaurus e l’Apatosaurus (meglio conosciuto come Brontosauro), avevano una morfologia corporea perfettamente adattata all’utilizzo delle foglie che si trovavano sui rami più alti degli alberi. In questo modo, la loro nicchia trofica non andava a sovrapporsi eccessivamente a quella degli altri dinosauri erbivori che si nutrivano di foglie situate più in basso e piante erbacee. E la coesistenza tra i diversi mangiatori di piante era assicurata. Oppure no?

Un recente studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista Biology Letters mette in discussione questa visione comune dei grandi sauropodi erbivori. I ricercatori hanno preso in considerazione i costi energetici conseguenti al mantenimento del collo completamente disteso verso l’alto, anzichè i vantaggi derivanti dal consumo di foglie ad elevata distanza dal terreno. In particolare, lo studio ha modellizzato il consumo di energie metaboliche relative al flusso di sangue necessario al nutrimento dei tessuti situati nella regione cefalica di questi animali, qualora il fabbisogno alimentare fosse stato coperto prevalentemente dalle foglie situate sulle cime degli alberi.

I risultati indicano che la sola circolazione sanguigna necessaria al mantenimento di questa postura, con il collo tenuto verso l’alto durante le ore di foraggiamento, avrebbe consumato oltre il 49% delle energie metaboliche totali dell’organismo. Le risorse energetiche spese per il mantenimento di una pressione arteriosa tale da consentire il dispiegamento del lungo collo verso l’alto avrebbero ecceduto, quindi, i benefici conseguenti al consumo di foglie, rendendo poco vantaggiosa questa strategia alimentare.

Dato questo eccessivo consumo energetico, è probabile, concludono i ricercatori, che questi giganti erbivori non si nutrissero in prevalenza di foglie situate sulle cime degli alberi, ma che tenessero il collo in posizione orizzontale mentre consumavano l’erba e le foglie dei cespugli o degli alberi di altezza intermedia. Se questa ipotesi fosse confermata, bisognerebbe formulare nuove teorie riguardo le pressioni selettive che hanno portato alla formazione di colli così lunghi in questo gruppo di rettili estinti.

Andrea Romano


Riferimenti:
Roger S. Seymour, Raising the sauropod neck: it costs more to get less. Biol. Lett. doi:10.1098/rsbl.2009.0096

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons