Addio a Nicola Teti

Nel 2009 molti amici di Pikaia avevano avuto modo di collaborare a uno dei suoi ultimi progetti.Forse ricorderete la la monografia su Darwin dello storico periodico “Il Calendario del Popolo” nato nel 1945 e dunque in procinto di festeggiare il Sessantacinquesimo anniversario, al quale Nicola Teti si stava dedicando con la consueta passione.Nicola lo aveva “salvato” dalla chiusura nel 1964,

Nel 2009 molti amici di Pikaia avevano avuto modo di collaborare a uno dei suoi ultimi progetti.

Forse ricorderete la la monografia su Darwin dello storico periodico “Il Calendario del Popolo” nato nel 1945 e dunque in procinto di festeggiare il Sessantacinquesimo anniversario, al quale Nicola Teti si stava dedicando con la consueta passione.

Nicola lo aveva “salvato” dalla chiusura nel 1964, portandolo avanti insieme a una viva attività editoriale e culturale. Diffuso soprattutto tra i tesserati comunisti, “Il Calendario” toccò punte anche di 100.000 copie negli anni Cinquanta, contribuendo alla formazione politica e culturale di milioni di italiani. Nelle prossime settimane uscirà il numero 750 preparato come di consueto direttamente da Nicola Teti.

Chi di noi ha pututo conoscerlo direttamente ha toccato un pezzo di storia del nostro paese, ha apprezzato la sua curiosità instancabile e sorprendente apertura intellettuale, l’orgoglio per ciò che ha saputo realizzare (tra le quali l’edizione di opere monumentali), ma anche l’umiltà e il dinamismo nella ricerca della novità, come le mostre “storico-documentarie” a pannelli che negli ultimi anni lo appassionavano.

“Il coraggio della coerenza” era lo slogan suo e della sua casa editrice. Difficile non sentire lo smarrimento di questa scomparsa.

“Oggi lo studio della storia è sotto attacco, quando non diventa addirittura terreno di scontro propagandistico, promosso dai cultori, spesso in malafede, di improbabili “libri neri”; l’irrazionalismo che viene da oltre Oceano tende a ridurre la storia a mero racconto, ad arbitraria creazione soggettiva, il cui tasso di verità è elemento trascurabile. Conoscenza storica, passione per la storia come veicolo di comprensione del presente, e coscienza civile vanno insieme”.
Nicola Teti Editore

I ricordi di:
Luciano Canfora su “Il Corriere della Sera”
Miriam Mafai su “La Repubblica”
(dal sito dell’editore Sandro Teti)