Alla scopertà della modularità degli organismi

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Una ricerca italiana propone nuovi approcci metodologici allo studio della variazione nei livelli di modularità, caratteristica ritenuta alla base dell’evolvibilità

La modularità è la proprietà per cui i sistemi biologici – ai livelli più disparati da quello molecolare a quello dell’intero organismo o comunità di organismi – sono organizzati in parti relativamente indipendenti tra loro, dette moduli.
Gli studi di modularità, soprattutto a livello morfologico, sono attualmente molto popolari in biologia evolutiva. Questo perché si ritiene che la modularità sia legata all’evolvibilità – cioè alla capacità degli organismi di rispondere alla selezione – in quanto più moduli diversi sono indipendenti tra loro, più potranno rispondere in maniera indipendente alla selezione.
Esistono dei metodi per misurare i livelli di modularità morfologica (cioè del grado di indipendenza tra moduli). Tuttavia, vi erano dei limiti metodologici nello studio della variazione nel grado di modularità (per esempio tra specie diverse o tra popolazioni di una specie).
Dalle pagine della rivista PLoS One, due ricercatori italiani, Carmelo Fruciano e Paolo Franchini, attualmente postdoc nel laboratorio del Professor Axel Mayer (University of Konstanz, Germania), hanno messo in luce le limitazioni dei metodi attuali proponendo alcuni nuovi approcci metodologici allo studio della variazione nei livelli di modularità, tra cui un test statistico per verificare se due gruppi hanno livelli diversi di modularità. Questo nuovo test, implementato anche in un software con interfaccia grafica in modo da essere utilizzabile anche da ricercatori non esperti in programmazione, consentirà di dare un nuovo impulso agli studi sulla modularità morfologica. 
I metodi proposti da Fruciano e collaboratori possono, peraltro, essere potenzialmente applicati ad analisi dei livelli di modularità anche in ambito non morfometrico in quanto basati su un indice, il coefficiente RV di Escoufier, utilizzato ogni qualvolta si abbiano dei dati multivariati continui.
Riferimenti:
Fruciano, C., Franchini, P., Meyer, A. 2013. Resampling-based approaches to study variation in morphological modularity. PLoS ONE 8(7), e69376. 
Immagine dall’articolo originale