Animali spesso accomunati, ma con differenti caratteristiche molto precise fra di loro

E dopo lo squalo mammifero, e la tartaruga che benché rettile è mammifero, ecco la nuova avanguardia del pressapochismo scientifico del giornalismo italiano: “Le meduse in slowmotion: meraviglie dei mari” di Repubblica.it.Dato che non potrei fare di peggio, nemmeno se lo volessi, vi riporto il testo integralmente:“Il favoloso mondo delle meduse. L’osservatorio Jellywatch ha realizzato un video in slow motion


E dopo lo squalo mammifero, e la tartaruga che benché rettile è mammifero, ecco la nuova avanguardia del pressapochismo scientifico del giornalismo italiano: “Le meduse in slowmotion: meraviglie dei mari” di Repubblica.it.
Dato che non potrei fare di peggio, nemmeno se lo volessi, vi riporto il testo integralmente:

Il favoloso mondo delle meduse. L’osservatorio Jellywatch ha realizzato un video in slow motion per spiegare l’evoluzione di questi curiosi animali. Dalla forma più semplice, la medusa Scyphozoa, fino alla più evoluta, il Polychaete, una classe degli anellidi (meglio noto come verme marino). L’albero genealogico finale consente di apprezzare la bio-diversità di questi animali spesso accomunati, ma con differenti caratteristiche molto precise fra di loro.

Dimenticate il piacevole video e leggete, leggete bene: non solo è orrendo giornalismo scientifico, è prima di tutto orrendo italiano. Indulgerò sull’italiano, non è il mio compito qui, voglio invece fare a pezzi la “scienza” che ci viene propinata con così tanta ingenuità: cnidari e policheti NON “sono animali spesso accomunati”, hanno piuttosto “caratteristiche molto precise fra di loro”.

Per esempio, così, per indicare almeno una differenza su migliaia, gli cnidari sono animali a simmetria raggiata, i policheti bilaterale. Poi, la “medusa Scyphozoa” è in realtà un clade di Cnidari, un intero gruppo di specie, di cui – per inciso – esiste anche il termine italiano “scifozoi” (e non perché il latino sia scorretto, piuttosto perché qui usato a copia carbone dell’inglese del video). Lo stesso discorso vale per “il Polychaete”, cioè i “policheti”, ovvero un clade di anellidi di cui molti sono vermi marini, ma “verme marino” non è certo il loro nome più comune. Di vermi marini ce ne sono tanti – ma tanti! – e non tutti sono policheti (e non li elencherò di certo).

Se ora vogliamo riprendere in considerazione il video, dobbiamo anche dedurre che l’autore non solo non ha capito nulla di ciò che viene esplicitamente detto nel video, ma tantomeno ha interpretato correttamente gli alberi filogenetici ipersemplificati (In figura trovate un albero un po’ meno rozzo) che vengono man mano mostrati: sono alberi ramificati, non linee rette che attraversano centinaia di milioni di anni di divergenza evolutiva (oltretutto passando per l’antenato comune!). Se solo avesse capito il diagramma ad albero, ne conseguirebbe quindi che gli scifozoi NON sono forme semplici dei policheti.

Facciamo qualcosa per il giornalismo scientifico in Italia. Cominciamo col segnalare qualsiasi obbrobrio si trovi sulle testate più “prestigiose”. Grazie.

Giorgio Tarditi Spagnoli