Asimmetrie evolutive

Scoperta nell’uomo una nuova struttura cerebrale asimmetrica, probabilmente associata a diverse abilità legate alla comunicazione, assente negli scimpanzé


Le persone creative sfruttano maggiormente quello destro, le persone con un approccio più logico usano di più quello sinistro. Una convinzione molto diffusa a proposito degli emisferi cerebrali, a sostegno della quale non è stato finora trovato alcun riscontro scientifico. Ciò non significa che non esistano differenze fra le due metà del cervello. Le neuroscienze hanno infatti scoperto diversi esempi di asimmetrie cerebrali, che possiamo racchiudere in due principali categorie: asimmetrie neuroanatomiche, cioè differenze nella densità dei neuroni o nella dimensione di regioni cerebrali, e asimmetrie funzionali, alle quali è attribuita la cosiddetta lateralizzazione delle funzioni del cervello. Un esempio classico di lateralizzazione è dato dalle aree del Wernicke e del Broca, entrambe legate alla comprensione e allo sviluppo del linguaggio, situate nell’emisfero sinistro della maggior parte dei destrimani e in quello destro in 7 mancini su 10.

Un gruppo di ricercatori internazionali – guidati da Francis Leroy e Ghislaine Dehaene-Lambertz della Cognitive Neuroimaging Unit dell’INSERM di Marsiglia – ha recentemente pubblicato su PNAS i risultati di uno studio condotto su 177 persone di diverse età, metà delle quali erano considerate atipiche, cioè dotate di alcune caratteristiche – dall’essere mancini al soffrire di sindrome di Turner – assenti nella maggioranza delle persone.

Osservando i cervelli di queste persone grazie a immagini ottenute con la risonanza magnetica, i ricercatori hanno identificato una nuova asimmetria cerebrale. Si tratta di una porzione del solco temporale superiore lunga circa 45 millimetri, cui è stato dato il nome di superior temporal asymmetrical pit (STAP), che è localizzata più nell’emisfero destro che in quello sinistro del 95% dei soggetti umani considerati tipici. (nell’immagine in alto in giallo) La sua presenza è stata riscontrata già nei feti e negli infanti prematuri (il che lascia supporre un’origine genetica) e non dipende da eventuali lateralizzazioni linguistiche o da quale sia la mano principale, né tantomeno dal sesso, sebbene nei maschi abbia dimensioni maggiori. La STAP è stata individuata anche in alcuni individui appartenenti al gruppo degli atipici, in particolare in persone affette da sindrome di Turner, situs inversus, agenesia del corpo calloso e autismo.

Ma soprattutto, la STAP potrebbe essere una caratteristica specifica dell’uomo. I ricercatori hanno infatti analizzato anche le immagini di 73 scimpanzé, scoprendo che in loro questa piccola struttura anatomica, situata nel cuore delle regioni del cervello dedite alla comunicazione, è praticamente assente. Un risultato che offre nuovi, interessanti elementi per lo studio dell’evoluzione delle abilità cognitive nelle scimmie e nell’uomo.

Riferimenti:
Leroy et al. New human-specific brain landmark: The depth asymmetry of superior temporal sulcus. PNAShttp://www.pnas.org/content/112/4/1208

Immagine da Leroy et al. PNAS. http://www.pnas.org/content/112/4/1208