Barriere coralline a rischio: l’importanza delle attività di conservazione delle storie evolutive di pesci e coralli

Da recenti analisi è emerso che le aree marine protette presenti sulla Terra non garantiscono la giusta protezione a coralli e pesci

Come sappiamo, le aree protette rappresentano la principale attività di protezione e conservazione degli ecosistemi, e in generale della biodiversità, poiché limitano gli effetti dovuti all'intervento umano sul Pianeta. Generalmente le strategie di conservazione hanno come obiettivo la tutela e la preservazione di diversità tassonomiche particolari, rare, endemiche o potenzialmente minacciate.

I ricercatori del Centro Australiano Coral Coe, in collaborazione con l'Università di Townsville, hanno affrontato il problema delle minacce alle barriere coralline di tutto il mondo. Il loro obiettivo era stabilire quanto le storie evolutive dei coralli e dei pesci delle principali aree marine protette (AMP) venissero effettivamente ben conservate. Il Professor David Bellwood ha precisato che il loro interesse non riguardava le singole specie nel dettaglio, bensì si concentrava su rami ampi dell'intero albero evolutivo di pesci e coralli. L'intento degli esperti, infatti, era fornire una spiegazione alla necessità di una maggiore attività di protezione delle barriere coralline, poiché, oltre ad essere patrimonio culturale mondiale, sono di fondamentale importanza per la storia evolutiva di molti organismi viventi. Preservare le singole specie è importante, ma anche il percorso evolutivo che le riguarda.

I risultati dell'attività dei ricercatori, pubblicati da Nature Communication, hanno rivelato quanto l'attività di protezione di coralli e pesci nelle barriere coralline di tutto il mondo risulti piuttosto limitata, un 10% circa, parecchio sotto al livello richiesto di interventi di conservazione necessari. Più nel dettaglio, i dati mostrano che la carenza di attività di preservazione dei coralli riguardano le aree dell'Atlantico e del Pacifico Orientale. Nel caso dei pesci, le aree maggiormente a rischio sono invece la parte Occidentale dell'Oceano Indiano e il Pacifico Centrale.

Bellwood sostiene l'efficacia delle aree marine protette e riconosce il supporto che continuano a fornire alla conservazione di molte specie, sottolineando però quanto sia importante prendere in considerazione il quadro evolutivo generale delle specie, per meglio scegliere, inoltre, la localizzazione geografica di eventuali aree protette future. La minaccia, infatti, non coinvolge soltanto le barriere coralline, ma riguarda anche le relative connessioni con i loro benefici sull'ecosistema che, con il tempo, andrebbero perduti.


Riferimenti:
Global marine protected areas do not secure the evolutionary history of tropical corals and fishes. D. Mouillot, V. Parravicini, D. R. Bellwood, F. Leprieur, D. Huang, P. F. Cowman, C. Albouy, T. P. Hughes, W. Thuiller, F. Guilhaumon. Nature Communication. Published online: 12 January 2016.

Immagine:
Richard Ling (Wikimedia Commons)