C. Darwin Esq.

Giorni fa sulla Blogosfera italiana si potevano leggere titoli inquietanti del tipo: “Ritrovati reperti fossili appartenenti  alla spedizione del 1846 in Himalaya, compiuta dal grande scienziato Charles Darwin,  padre dell’evoluzionismo”. Chiariamo bene Darwin non è mai stato in Himalaya (fu Hooker ad andarci) e poi dopo il viaggio che l’ha reso famoso, non ha mai più lasciato il suolo britannico! Vediamo


Giorni fa sulla Blogosfera italiana si potevano leggere titoli inquietanti del tipo: “Ritrovati reperti fossili appartenenti  alla spedizione del 1846 in Himalaya, compiuta dal grande scienziato Charles Darwin,  padre dell’evoluzionismo”. Chiariamo bene Darwin non è mai stato in Himalaya (fu Hooker ad andarci) e poi dopo il viaggio che l’ha reso famoso, non ha mai più lasciato il suolo britannico! Vediamo quindi di chiarire bene…

Il Dott. Howard Falcon-Lang, paleontologo presso la Royal Holloway University of  London, ha annunciato giorni fa di aver casualmente scoperto delle lastre di vetro, contenenti dei fossili, all’interno di  un vecchio armadietto che era stato abbandonato in un angolo scuro del British Geological Survey, edificio enorme e pieno di spifferi, situato a Nottingham. Usando una torcia elettrica per sbirciare nei cassetti e quindi sollevando una lastra, il Dott. Falcon-Lang vide che uno dei primi reperti scelti era etichettato “C. Darwin Esq.”.

Ci volle un certo tempo prima di convincere me stesso che la firma sulla lastra era di Darwin”, il paleontologo ha detto, aggiungendo che subito si era reso conto che si trattava di un reperto molto importante e trascurato. Ha descritto quindi la sensazione provata alla vista di quella firma come una “situazione da cuore in gola”, dicendo di aver pensato  in quel momento “mio Dio, che cosa ho scoperto!”. La scoperta del Dott. Falcon-Lang è una collezione di 314 lastre di esemplari raccolti da Darwin e da altri membri della sua cerchia più ristretta di amici, che includeva Joseph Dalton Hooker, botanico e carissimo  amico di Darwin, e il Rev. John  Steven Henslow, il mentore di Darwin a Cambridge, la cui figlia poi sposò Hooker.

La prima lastra estratta dal polveroso angolo del British Geological Survey si rivelò essere uno degli esemplari raccolti da Darwin durante la sua famosa spedizione sul HMS Beagle, che cambiò la carriera del giovane laureato di Cambridge e pose le fondamenta del suo successivo lavoro sull’evoluzione. 

Il Dott. Falcon-Lang afferma che i fossili scoperti, perduti per 165 anni, dimostrano che ci sia  molto ancora da imparare da questo periodo storico, che gli scienziati pensavano di conoscere molto bene. “Trovare un tesoro di esemplari di Darwin raccolti durante il viaggio e perduti è veramente straordinario” aggiunge Falcon-Lang. “Ci rendiamo conto che c’è altro da imparare. Ci sono  fossili molto, molto significativi là dentro che non sapevamo esistessero.”.

Afferma che una delle lastre più “bizzarre” viene dalla collezione di Hooker, un esemplare di Prototaxites un fungo con le dimensioni di un albero, con tronco avente il diametro di un metro e alto fino a 8 m, databile a  400 milioni di anni fa. Hooker aveva raccolto la collezione di lastre mentre stava lavorando per un breve periodo per il British Geological Survey nel 1846.

Le lastre, “magnifico lavoro artistico” secondo il Dott. Falcon-Lang, contengono pezzi di legno fossile e piante molate fino a diventare fogli sottili e fissati al vetro in modo da poter essere studiati al microscopio. Alcune delle lastre sono lunghe 15 cm, “splendidi grossi pezzi di vetro! come sia capitato che queste lastre siano state trascurate così a lungo è un mistero” medita, ipotizzando che forse è stato perché Darwin non era molto famoso nel 1846, così che alla collezione potrebbe non essere stata data “la necessaria cura ed importanza”. 

Secondolo studioso i fossili andarono “smarriti” poiché Hooker non riuscì a numerarli nel formale “registro dei reperti” prima di partire per una spedizione in Himalaya. Nel 1851, i fossili “non registrati” furono spostati al Museum of Pratical Geology a Piccadilly, prima di essere di nuovo trasferiti al South Kensington’s Geological Museum nel 1935 ed in seguito al quartier generale del British Geological Survey vicino a Nottingham cinquanta anni dopo.

La scoperta è avvenuta in Aprile, ma è occorso molto tempo per scoprire l’origine delle lastre e per fotografarle tutte, dice Falcon-Lang. Le lastre ora sono pronte e saranno messe a disposizione del pubblico per mezzo di un nuovo museo online che che è già aperto (qui la collezione). 

Il Dott. Falcon-Lang si aspetta che notevoli articoli scientifici possano emergere dalla scoperta. “Ci sono delle vere gemme in questa collezione, che contribuiranno all’avanzare della scienza.” Il Dott. John Ludden, direttore esecutivo del Geological Survey, definisce il ritrovamento una “straordinaria” scoperta. “Questo fa speculare su cosa altro potrebbe essere nascosto nelle nostre collezioni” aggiunge.

Io sono già andata a vedere la collezione e la cosa mi ha fatto colpito di più è stato veder scritto su ogni reperto Sir Joseph Dalton Hooker e semplicemente Charles Darwin! Questo mi ha ricordato la profonda ingiustizia subita dal padre dell’evoluzione! Ma come Hooker va in Himalaya ritorna con un mazzo di rododendri e lo fanno Baronetto e a Darwin nulla! La cosa più strana è che tra i (bis)n nipoti di Darwin i baronetti pullulino, ma così vanno ancora adesso le cose in Terra d’Albione.

Il campione di Darwin reso pubblico proveniva dall’isola di Chiloe, situata al largo delle coste cilene. In attesa di capire meglio da dove provengano gli altri reperti, vi propongo alcune significative descrizioni dell’isola scritte da  Darwin, nel suo libro “Viaggio di un naturalista intorno al mondo

 

Chiloe
Quest’isola è lunga circa novanta miglia, con una larghezza di trenta. Il terreno è coperto di colline, ma non è montuoso, ed è rivestito da una grande foresta, tranne alcuni spazi verdi che sono stati disboscati intorno a capanne di paglia. Da lontano la vista somiglia in un certo modo alla Terra del Fuoco, ma i boschi, da vicino, sono senza paragone più belli. Qui vi sono molte specie di alberi sempreverdi e piante di carattere tropicale, che sostituiscono il lugubre faggio delle spiagge meridionali. D’inverno, il clima è detestabile, ed in estate è solo un tantino migliore. Credo che vi siano poche parti del mondo, in regioni temperate, ove cade tanta pioggia. I venti sono umidissimi, ed il cielo è sempre nuvoloso; una settimana di bel tempo è qualche cosa di straordinario. Allegria! 

Uccello del Malaugurio
In tutte le parti di Chiloe si incontrano ovunque due  stranissimi uccelli, che sono affini e sostituiscono il Turco ed il Tapacolo del Cile centrale.
Uno vien chiamato dagli abitanti Cheucau  (Pteroptochus rubecula); frequenta i luoghi più bui e più reconditi delle umide foreste. Talora si sente il suo grido proprio vicino, ma anche guardando attentamente non si riesce a vedere il Cheucau; altre volte, rimanendo bene immobili, l’uccellino dal petto rosso, si accosta fino a pochi passi di distanza nel modo più familiare. Allora saltella attivamente a coda ritta sulla massa intricata di rami morti e canne. I Chilotani hanno del Cheucau un timore superstizioso, che si riferisce ai suoi strani e vari gridi. Emette tre suoni ben distinti: uno vien chiamato chiduco ed porta bene; un altro detto huitreu, è invece segno di terribile malaugurio, del un terzo non ricordo più il significato.
Questi nomi imitano i versi dell’uccello di cui gli  indigeni sono per alcune cose completamente schiavi.
Invero i Chilotani hanno scelto per loro profeta una creaturina ben comica!

Uccello che abbaia
Una specie affine, ma un po’ più grossa, vien chiamata dagli indigeni Guid-guid  (Pteroptochus tarnii), e dagli Inglesi Uccello Latrante. Quest’ultimo nome è molto ben scelto; perché io sfido chiunque lo senta per la prima volta, a non pensare che vi sia un qualche cane che abbaia in qualche punto della foresta. Precisamente come col cheucau una persona sentirà il latrato proprio vicino, ma invano riuscirà a vedere l’uccello anche battendo i cespugli; altre volte il Guid-guid si accosterà senza timore.

Dr. Darwin magic hammer !
A sera giungemmo all’isola di San Pedro, ove trovammo la Beagle all’ancora. Dopo aver doppiato un promontorio, due ufficiali sbarcarono per prendere certe misure col teodolite.
Una volpe Canis fulvipes (ora Lycalopex fulvipes) appartenente ad una specie che si dice viva solo in questa isola, ed è rarissima in essa, ed  è una nuova specie, stava seduta sulle rocce. Era tanto assorta nell’osservare l’opera degli ufficiali, che potei, avvicinandomi a lei lentamente da  dietro, COLPIRLA SUL CAPO CON IL MIO MARTELLO DA GEOLOGO!  

 


Segue poi l’epitaffio di Charles: “Questa volpe, più curiosa o più scienziata, ma meno saggia delle sue sorelle, è ora imbalsamata nel museo della Zoological Society”

 



Che dire Scioccante! ma come è la prima volta che vedi questa specie, endemica, rarissima, non la osservi nemmeno per un attimo e la abbatti con il tuo martello!??…ma che Darwin avesse un lato oscuro????

 


Io questo episodio lo conosco da tempo, tanto che, quando, all’ingresso della grande Mostra di Londra del 2009 “Big Idea, Big Exhibition”, ho visto il famoso martello da geologo e ho cercato tracce di sangue! tacendo, ovviamente, ai miei allievi l’episodio!

 


Patrizia Martellini
Blog  Evolve or Die