Cantare con la coda

Un recente studio mostra come i maschi di colibrì di Costa riescano a sfruttare i suoni prodotti dalla loro coda, per attrarre le femmine, mentre si lanciano in picchiata

Gli uccelli sono tra gli animali che più hanno estremizzato il dimorfismo sessuale tra maschi e femmine. I colori sgargianti di becco e penne, i comportamenti più o meno bizzarri e i canti dei maschi sono il frutto della selezione naturale e di quella sessuale esercitata dalle femmine.

I maschi di una specie di colibrì, il colibrì di Costa (Calypte costae), endemica dell’estremo ovest di Messico e Stati Uniti, durante la stagione degli accoppiamenti, effettuano dei tuffi aerei ad alta velocità producendo suoni con le penne della coda per impressionare le femmine. A differenza di altre specie che effettuano i tuffi di fronte alla femmina, secondo uno studio effettuato da un duo di ricercatori dell’Università della California, i maschi di questa specie li compiono a lato di essa.

Il perché questa differenza se lo sono chiesti i ricercatori Christopher Clark e Emily Mistick, che, usando uno strumento detto “camera acustica” per riprendere i tuffi degli uccellini hanno fatto una sorprendente scoperta: grazie ad un controllo magistrale delle acrobazie in picchiata, i maschi riducono l’effetto doppler del suono generato con la coda. Hanno inoltre condotto esperimenti nel tunnel del vento per comprendere come la velocità e la direzione che gli uccelli utilizzano influenzino il suono emesso.



L’effetto doppler è quel fenomeno che fa percepire in maniera differente una frequenza o una lunghezza d’onda emessa da una fonte in movimento rispetto al soggetto che la percepisce: come quando sentiamo provenire un’auto con sirena alle nostre spalle e poi ci sorpassa.

L’ importanza della scoperta, pubblicata sulla rivista Current Biology, è principalmente che i maschi di questa specie, piegando metà della coda di 90°, riducono l’effetto doppler puntando il suono in direzione della femmina che stanno cercando di conquistare. Non è chiaro perché pieghino solo metà coda, spiega il Dott. Clark, forse per dei limiti anatomici che impediscono di torcere la coda su se stessa; come non è ancora del tutto chiaro come i maschi direzionino il suono verso le femmine. Ciò che si è capito è che così facendo modificano la percezione che le femmine hanno delle loro prestazioni acrobatiche, impedendo loro di avere ben chiara la reale velocità con cui vengono eseguiti tuffi.

Così facendo, i maschi, risultano più veloci agli occhi delle femmine e quindi più attraenti? Non è detto! Ciò che è interessante è che i tuffi sembrano giocare un ruolo di primo piano nella scelta femminile. “La maggior parte delle ricerche si è concentrata sugli aspetti statici maschili, come colori vivaci o code allungate, ma la nostra ricerca dimostra che le azioni dinamiche possono essere altrettanto importanti e i maschi controllano strategicamente queste prestazioni per mostrarsi sotto la migliore luce possibile”, spiega il Dott. Clark.

È quindi possibile che il controllo dei movimenti durante la fase di volo acrobatico e la strategica manipolazione del suono rientrino in quella serie di caratteristiche utilizzate dalle femmine come metro di giudizio per scegliere il proprio partner. Siano insomma caratteri sessuali secondari.


Riferimenti:
Christopher J. Clark & Emily A. Mistick. Strategic Acoustic Control of a Hummingbird Courtship Dive. Current Biology, published online April 12, 2018; doi: 10.1016/j.cub.2018.03.021

 

Foto: By Deutsch: San Diego ZooEnglish: San Diego Zoo (PD Photo.org) [Public domain], via Wikimedia Commons