Carnevale della Biodiversità – Ho visto cose… La biologia dei mondi fantastici

Riparte con la settima edizione il Carnevale della Biodiversità e la sfilata stavolta è più variopinta che mai. I blogger che hanno partecipato all’edizione odierna hanno infatti sondato ogni angolo di questo universo per scovare, illustrare, descrivere animali e piante dalla biologia sconosciuta. Come colonna sonora consiglio L’ultima Thule tratto dal più recente lavoro di Francesco Guccini. La canzone è


Riparte con la settima edizione il Carnevale della Biodiversità e la sfilata stavolta è più variopinta che mai. I blogger che hanno partecipato all’edizione odierna hanno infatti sondato ogni angolo di questo universo per scovare, illustrare, descrivere animali e piante dalla biologia sconosciuta. Come colonna sonora consiglio L’ultima Thule tratto dal più recente lavoro di Francesco Guccini. La canzone è degna di accompagnare il post, anche solo per il fatto che cita l’anfisbena, il serpente bicefalo che nessuno di noi è riuscito a intrappolare.

Ad aprire i festeggiamenti troviamo alcuni tra i personaggi più amati della fantascienza, perlomeno di quella salita alla ribalta del grande schermo, i Wookie con quel tappeto di pelo che è Chewbacca, il mostruoso Sarlacc che riposa tra le dune del pianeta Tatooine, i ragni Purella di Yavin 8 e Arachnor di Aazid e la lumaca spaziale. Stiamo parlando della saga di Star Wars, un gioioso tripudio di peli, cheratina varia, neurotossine e bava, molta bava. A parlarne sono due blog: Biosproject Earth e Proposopea.
Lo Xenomorfo, Torugatoru

Potevano mancare i protagonisti di un’altra lunga e terrorizzante saga? Siamo al cospetto di Linguafoeda acheronsis, nome comune xenomorfo, per gli amici e soprattutto i nemici Alien! Se siete tentati di etichettare il ciclo vitale di questo inquietante essere come il risultato di una sbornia di uno sceneggiatore,  Natura Matematica recita la parte del cappellano del Diavolo e dimostra come anche sulla Terra esistano specie altrettanto efficaci e crudeli di fronte al giudizio umano.

Abbandoniamo ora gli esseri viventi VIP, quelli che tutti conoscono o pensano di conoscere, per dedicarci a altri organismi meno noti o semplicemente dimenticati. Oggiscienza ipotizza che nonostante gli ambienti differenti, le anatomie diversificate, i sensi che un uomo non è neppure in grado di immaginare, a sostenere un organismo sono le stesse spinte evolutive, le stesse pulsioni. Scopritelo imbarcandovi sullo Space Beagle.
Tra gli organismi saliti su uno dei carri del Carnevale c’è anche il Mufela, uno strano mammifero descritto sull’onda del Carnevale che ha realizzato con milioni di anni di anticipo rispetto all’uomo la ruota. Viene presentato per la prima volta al pubblico all’interno del Carnevale della Biodiversità sul blog Paleostories direttamente dal suo descrittore.

Qualcuno ha osato saggiare il lato oscuro della scoperta di nuovi mondi: la distruzione di habitat che tanto ha scosso le nostre coscienze durante la visione di Avatar. Ogni libro di futurologia che si rispetti, questo è solo uno dei più recenti, parla del terraforming di Marte, del processo con cui l’uomo in un futuro prossimo modificherà la superficie del pianeta rosso per renderla abitabile. Sembra paradossale parlare di distruzione del territorio quando ci si riferisce a pianeti apparentemente disabitati e privi di attività geologica. Ma è proprio come sembra? Oppure, dato che non abbiamo altri esempi di vita al di fuori di quella che popola la Terra, siamo davvero in grado di riconoscere gli alieni? A raccontarcelo in maniera toccante è PaperFish.
E dato che stiamo ipotizzando la vita nel nostro sistema solare, tralasciando il caso della Terra, esploriamo il quarto satellite di Giove, Europa, che le teorie più recenti indicano possa ospitare un immenso oceano salato sotto la spessa coltre di ghiaccio che ricopre la superficie del satellite. Al riparo della luce solare, in ambienti a bassa concentrazione di ossigeno, si sono sviluppate intere comunità che dipendono  per la sopravvivenza dalle zone di faglia, dai vulcani e dalle fumarole. Praterie di stragulo (Stragulum wwwi), molluschi a tre valve, pesci che non sono pesci e che occupano le nicchie ecologiche dei colibrì, balene capovolte. L’anfitrione di Europa non poteva che essere l’Orologiaio Miope. A rompere le uova nel paniere ci penso io, il ciclidofilo, che narro sotto mentite spoglie le conseguenze evolutive dell’accidentale arrivo su Europa dei ciclidi. Cosa succederà? Si adatteranno? Distruggeranno gli ambienti nativi? È il paradossale destino di molte specie. A rischio di estinzione negli ambienti di origine e inarrestabili invasori in terre straniere.

E i vegetali? Come possiamo tralasciare i produttori? Meristemi investiga il colore delle piante presenti su altri sistemi e soprattutto cerca di capire che tipo di vegetali cresce sui pianeti   guardando il colore delle stelle che li irradia. Le conclusioni, in alcuni casi, possono essere desolanti.
Meno desolante è il ruolo che piante e alghe giocheranno negli spostamenti spaziali. Saranno geneticamente modificate, serviranno a depurare aria e acqua, e produrranno cibo. Esisterà anche un nuovo lavoro, quello di giardiniere spaziale. Ne parla La belle Verte.
L’ultimo carro di bestie, pardon, piante fantastiche, trasporta le piante carnivore nelle loro più disparate incarnazioni: trifidi, temibili piante mobili che cacciano gli uomini, pomodori assassini, alberi mangia-uomini del Madagascar. Dopo aver letto questo post guarderemo gelsomini e tronchetti della felicità in maniera diversa. Lo racconta Evolve or die.
Siamo stati così assorbiti dalla fantascienza, dai mondi immaginari, dalla ricerca della vita su corpi celesti del sistema solare o di quelli extra solari che ci siamo scordati di cosa sta succedendo in casa nostra. La novità si chiama biologia sintetica: amminoacidi non naturali, tRNA speciali, ribosomi modificati. Cosa sapranno produrre tali meccanismi in futuro? Nuove proprietà si dispiegheranno sotto i nostri occhi? Capacità sconosciute saranno svelate? Ce lo spiega con l’usuale competenza my Genomix.

Ho lasciato per ultimo il post che avrei voluto scrivere e a cui non ho saputo dare forma. Meno male che Leucophaea c’è. Marco Ferrari racconta la storia dei taxa fantastici dalle antichità ad oggi mostrandoci come il tutto possa essere incasellato su una storia “naturale” dal tentativo più semplice a quello più complesso di ricreare non solo animali e piante fantastici, ma anche intere comunità biotiche. È il momento di presentare i rinogradi che vedete raffigurati a destra. Non svelo nulla di più.

Grazie a tutti i blogger che hanno partecipato a questa edizione del Carnevale della Biodiversità. Siamo tornati per rimanere, anche se a modo nostro. 


Tratto da Mahengechromis, il blog di Livio Leoni