Cassandre a quattro zampe

I terremoti non sono prevedibili. Questa frase è stata ripetuta fino alla nausea solo un anno fa, quando, il 6 aprile 2009, L’Aquila e la sua provincia sono stati interessati dal terremoto di magnitudo 6,3 della scala Richter, i cui danni sono ancora oggi visibili.Ma quel terremoto qualcuno lo aveva previsto: un piccolo animale, che si aggira di notte e

I terremoti non sono prevedibili. Questa frase è stata ripetuta fino alla nausea solo un anno fa, quando, il 6 aprile 2009, L’Aquila e la sua provincia sono stati interessati dal terremoto di magnitudo 6,3 della scala Richter, i cui danni sono ancora oggi visibili.

Ma quel terremoto qualcuno lo aveva previsto: un piccolo animale, che si aggira di notte e che difficilmente lascia tracce. Si tratta del rospo comune (Bufo bufo), il cui comportamento è stato monitorato da un gruppo di ricercatori della Zoological Society of London’s (ZSL) che ha pubblicato i propri interessanti risultati sull’ultimo numero della rivista Journal of Zoology. Gli studiosi inglesi hanno osservato il comportamento durante le fasi di accoppiamento di una popolazione di rospo, il cui sito riproduttivo si trova a soli 74 km dall’epicentro del terremoto per un periodo di 29 giorni tra il 27 marzo e il 24 aprile.

Dai risultati emerge il 96% dei maschi abbandonarono il sito riproduttivo già cinque prima del sisma; a tre giorni dal terremoto, invece, tutti i maschi (il 100%!) avevano lasciato il luogo in cui si sarebbe consumato l’accoppiamento e la deposizione delle uova. Questo comportamento è assai singolare se si considera che raramente questa specie abbandona il luogo prescelto per la riproduzione fino al termine della deposizione di tutte le uova. A suffragio dell’ipotesi della fuga a causa del terremoto, è anche il ritrovamento delle uova: nessun ammasso di uova appena deposto è stato rinvenuto fino al giorno successivo a quello dell’ultima scossa di assestamento di grande entità (magnitudo superiore a 4,5).

Questi risultati sembrano suggerire la capacità di questi anfibi di prevedere con alcuni giorni di anticipo l’imminente arrivo dei terremoti, anche se non sono ancora chiari i meccanismi alla base di questa abilità. È possibile che i rospi abbiano individuato dei cambiamenti geomagnetici in atto prima del sisma oppure che abbiano percepito delle modificazioni nella ionosfera, lo strato più alto dell’atmosfera terrestre che crea un forte campo elettromagnetico.

Qualunque sia il meccanismo che ha scatenato questo comportamento, l’aspetto importante è che i rospi hanno previsto con alcuni giorni di anticipo il terremoto dell’Aquila allontanandosi dalle zone di riproduzione. In futuro, concludono i ricercatori, questi animali potrebbero essere utilizzati come sentinelle per fornire previsioni a breve termine dell’imminente arrivo di un evento sismico.

Andrea Romano


Riferimenti:
R. A. Grant, T. Halliday, Predicting the unpredictable; evidence of pre-seismic anticipatory behaviour in the common toad, Journal of Zoology