Catrame di betulla come colla: una tecnica Neanderthal di 50.000 anni fa

Scoperto in una spiaggia olandese uno strumento in selce incollato con una sostanza simile al catrame. Il ritrovamento risale a circa 50.000 anni fa, quando Homo sapiens non era ancora presente in Europa: lo strumento è quindi la prova che i Neanderthal, allora abitanti delle terre europee, erano in grado di ideare e usare tecnologia complessa


Che i Neanderthal fossero in grado di usare strumenti per facilitare i compiti della vita quotidiana è ormai risaputo (Pikaia ne ha parlato qui) e una recente scoperta ha portato alla luce una tecnologia interessante che ha resistito allo scorrere di ben 50.000 anni. Nel 2016, è stato rinvenuto uno strumento sulla spiaggia artificiale “Sand Motor”, vicino a L’Aia, durante dei lavori routinari di manutenzione. La datazione al radiocarbonio ha rivelato che lo strumento risale al Paleolitico medio. È quindi un artefatto precedente alla presenza dell’uomo moderno in Europa ed è molto probabile si tratti di un attrezzo Neanderthal.

Lo studio, pubblicato su PNAS, condotto da un team di ricercatori di diversi atenei tra cui le Università di Leiden, Utrecht e Groningen, rivela che il piccolo utensile, di circa 4 cm di larghezza, è costituito da un pezzo di selce lavorato incassato in un pezzo di catrame che è stato modellato intorno ad esso. La composizione chimica del catrame è stata esaminata mediante gascromatografia/spettrometria di massa (GC/MS) e questa analisi ha rivelato che si tratta di pece di betulla (Betula sp.). Anche se è possibile che il rudimentale collante sia stato utilizzato per fissare l’utensile in selce ad un manico di legno, è probabile che possa essere stato pensato per rendere più facile tenere l’utensile saldamente in mano: una sorta di impugnatura ergonomica.

Geeske Langejans, ricercatrice in Scienza e Ingegneria dei Materiali ed esperta in archeologia nel campo della scienza dei materiali, riporta che i Neanderthal possono aver utilizzato molteplici metodi di produzione per questo strumento, che vanno dal riscaldamento di un semplice rotolo di corteccia nel fuoco all’uso di una struttura di forno. Ulteriori analisi tramite scansione micro-CT (Micro Computed Tomography), mostrano che la colla è stata applicata sulla faccia più ruvida della selce, in modo da migliorare l’aderenza e il bloccaggio. La cosa sorprendente è che questo collante è sopravvissuto al passaggio attraverso le pompe e le tubazioni delle draghe moderne dopo oltre 50.000 anni di sepoltura nella sabbia.

Questa nuova scoperta dimostra una volta ancora come i Neanderthal abbiano costantemente investito tempo ed energie nello sviluppo di tecniche e tecnologie volte a migliorare la vita quotidiana. Secondo i ricercatori, questa era una tra le varie strategie adottate da questa specie di ominini per far fronte alle difficoltà in un’Europa in piena era glaciale (Pikaia ne ha parlato qui). Questa, come le altre scoperte, ha così messo in evidenza l’inventiva dei Neanderthal, questi nostri cugini e parte del nostro retaggio genetico (Pikaia ne ha parlato qui e qui), non così “cavernicoli” come venivano considerati fino a non molto tempo fa.

 

Riferimenti:
Niekus et al. (2019) Middle Paleolithic complex technology and a Neandertal tar-backed tool from the Dutch North Sea. PNAS. DOI: https://doi.org/10.1073/pnas.1907828116

Immagine: Jorre [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons