C’è un po’ di Neanderthal in tutti noi (anche nelle popolazioni africane)

Per la prima volta è stato identificato DNA di Neanderthal anche nelle popolazioni africane. La scoperta dei genetisti di Princeton pubblicata sulla rivista Cell

Nell’ultimo decennio i maghi del DNA antico hanno rivoluzionato lo studio della nostra storia evolutiva. Il genoma ricostruito dai fossili di esseri umani estinti, come i nostri cugini Neanderthal e i misteriosi Denisova, può essere ora confrontato con quello delle popolazioni moderne per rispondere alla domanda che più ci interessa: da dove veniamo?

Non sono mancate le sorprese. Per esempio ora sappiamo che le popolazioni con più DNA di Denisova (oltre a quello di Neanderthal), vivono nella cosiddetta Melanesia. Il DNA di questi umani arcaici ha fatto davvero molta strada, e ci sono stati più eventi di ibridazione tra i vari gruppi. Ma nel diluvio di articoli che hanno cercato di sbrogliare la complicata matassa degli amori e delle migrazioni umane, c’è sempre stato almeno un punto fermo. Il DNA neanderthaliano nell’essere umano moderno contribuisce a circa il 2% del genoma, ma è stato trovato solo nelle popolazioni non africane. Ora tutto torna in discussione grazie alla nuova ricerca di Lu Chen, Aaron B. Wolf e colleghi del laboratorio del professor di Joshua Akey (Università di Princeton) appena pubblicata dalla rivista Cell: ora sappiamo che anche negli africani c’è un po’ di Neanderthal.

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Immagine: Matilda Luk, Princeton University Office of Communications