Che la Zecca sia con te!

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Uno degli interventi più curiosi della prima giornata del IV Congresso Sibe, svoltasi oggi all’Università di Milano Bicocca, è sicuramente quello riguardante i Midichloria. A spiegare cosa siano tali organismi, che a molti ricorderanno sicuramente la Forza e Guerre Stellari, è stato Davide Sassera della Sezione di Patologia Generale e Parassitologia dell’Università degli Studi di Milano. I Midichloria mitochondrii sono

Uno degli interventi più curiosi della prima giornata del IV Congresso Sibe, svoltasi oggi all’Università di Milano Bicocca, è sicuramente quello riguardante i Midichloria. A spiegare cosa siano tali organismi, che a molti ricorderanno sicuramente la Forza e Guerre Stellari, è stato Davide Sassera della Sezione di Patologia Generale e Parassitologia dell’Università degli Studi di Milano. I Midichloria mitochondrii sono alfa-proteobatteri dell’ordine dei Rickettsiales, che a loro volta sono considerati gli organismi più vicini (filogeneticamente parlando) ai mitocondri. Tanto vicini da suggerire l’idea che i mitocondri derivino da un antenato alfa-proteobatterio entrato in una cellula procariote circa 2 miliardi di anni fa. Ma i Midichloria sono molto vicini al mitocondrio non solo filogeneticamente, ma anche spazialmente: infatti non risiedono solo nel citoplasma degli oociti e delle cellule ovariche accessorie del loro ospite, ma possono anche colonizzare i mitocondri, in particulare lo spazio tra la membrana interna e quella esterna di questi organelli. Questa capacità lo rende l’unico batterio mai descritto capace di invadere i mitocondri di ogni metazoo!

Da qui a chiamarlo Midichloria il passo è breve per un qualunque nerd appassionato di Star Wars. Nella saga, infatti, questo nome si riferisce a degli organismi simbionti che risiedono nelle cellule di ogni essere vivente, organismi che comunicano con la Forza. Gli scienziati hanno quindi deciso di omaggiare il regista per aver introdotto il concetto di simbiosi all’interno di quella che è forse la saga cinematografica più famosa al mondo. E l’aspetto migliore della faccenda è che George Lucas in persona ha dato il suo benestare!

I Midichloria sono stati riscontrati all’interno delle cellule di Ixodes ricinus, la comune zecca di bosco. Ma qual è il rapporto simbiotico tra Midichloria e il suo ospite? La questione è ancora dibattuta. Potrebbe essere un parassita, ma il relatore suggerisce l’ipotesi che lo fosse solo in origine. Evolvendosi sarebbe infatti diventato un mutualista, ovvero un organismo capace di fornire un vantaggio al proprio ospite, oltre che a riceverlo. Il batterio infatti è stato riscontrato nel 44% della popolazione maschile e nel 100% di quella femminile. In particolare nelle ovaie delle dolci pulzelle zecche si raggiunge una popolazione che va da centomila a un milione di abitanti batteriformi. Qualora Midichloria fosse un semplice parassita tale numero risulterebbe insostenibile. Inoltre le fanciulle succhiasangue si gonfiano come zampogne mentre pasteggiano con l’emoglobina altrui, e questo provoca uno schiacciamento degli organi interni, tracheole comprese. Si è pensato quindi, date soprattutto alcune peculiarità metaboliche del batterio, che questo possa vicariare la funzionalità mitocondriale in questa situazione di limitato apporto d’ossigeno alla zecca. Poiché invece i maschi adulti non si nutrono di sangue, Midichloria risulterebbe a questo punto inutile all’ospite: potrebbe essere questa la spiegazione alla percentuale decisamente inferiore di individui maschi infetti rispetto alle femmine.

Non si hanno però certezze: Midichloria potrebbe essere semplicemente un parassita predatore, dannoso e in nessun modo utile all’organismo ospite. Sebbene, come ogni fan di Star Wars sa, questo è del tutto impossibile.

 

Luca Perri


Immagine di Luca Perri