Chi ha incastrato Richard Dawkins?

Chiaro segno della consacrazione a superstar internazionale, Dawkins viene citato pressoché per qualunque inezia, sia che sia lui stesso a commetterla o, grazie alla nota proprietà delle star di far brillare di luce riflessa, perfino chi stia a 100 metri da lui. Così, con la speranza (flebile) di gettare un po’ di fango su Dawkins, Il Foglio intitola tendenzioso “L’ateista

Chiaro segno della consacrazione a superstar internazionale, Dawkins viene citato pressoché per qualunque inezia, sia che sia lui stesso a commetterla o, grazie alla nota proprietà delle star di far brillare di luce riflessa, perfino chi stia a 100 metri da lui. Così, con la speranza (flebile) di gettare un po’ di fango su Dawkins, Il Foglio intitola tendenzioso “L’ateista Dawkins, da risorsa del mondo razionale a “deficiente assoluto”“. Il titolo grida vendetta: “Tanto le statistiche provano che la maggior parte delle persone legge solo titoli e sottotitoli!” mentre l’articolo è pedissequamente basato su The Times.
 
Il “fattaccio” (virgolette d’obbligo): la settimana scorsa viene annunciata una profonda ristrutturazione del sito RichardDawkins.net –  fin qui niente di esotico – che comporterà anche la moderazione della sezione “forum” – ecco, qui esplode la polemica. Il motivo: una non trascurabile percentuale di utenti abusa della libertà concessa dal forum (visibile comunque ai soli utenti), pubblicando notizie di qualunque genere, il più delle volte sfoghi rabbiosi (nel migliore dei casi: gratuiti e stupidi, nel peggiore: volgari e tendenziosi), coprendosi dietro la logica spersonalizzante del nickname. Creazionisti e compagni bella esultano inconsulti: “L’ateismo è dittatura!” (… tanto quanto la nostra).

La mossa scopre le carte (leggi: coda di paglia) di quegli stessi utenti, alcuni dei quali si sfogano in modo isterico insultando Dawkins personalmente (ed ecco spiegato l’epiteto “deficiente assoluto”) o piagnucolando (uno su tutti: “come chi torna a casa e trova le serrature cambiate”). Dawkins risponde alle critiche con due post, uno di spiegazioni e l’altro di scuse (uscito subito dopo i due articoli citati) ma, nondimeno, affermando che le modifiche si faranno e che il problema rimane: è l’uso che gli utenti fanno del sito. Un coltello da cucina può tagliare verdure ma può anche uccidere. Risultato: in circa 24 la maggioranza di coloro che avevano “perso fiducia” in Dawkins si ricredono e lasciano commenti entusiastici. Tragedia conclusa.

Morale: Il web sarà anche libero ma libertà significa responsabilità.

Eh sì, si può crescere perfino sul web.


Giorgio Tarditi Spagnoli