Chi mangia chi?

Le relazioni interspecifiche negli ecosistemi naturali sono spesso molto complesse, ma solitamente quando si considerano due soli protagonisti la situazione si semplifica. Infatti, il predatore mangia la preda, il parassita sfrutta l’ospite e due competitori si affrontano, direttamente o indirettamente, per l’utilizzo delle risorse. Ma, a volte, le relazioni ecologiche tra due specie non sono così lineari, come dimostrato da


Le relazioni interspecifiche negli ecosistemi naturali sono spesso molto complesse, ma solitamente quando si considerano due soli protagonisti la situazione si semplifica. Infatti, il predatore mangia la preda, il parassita sfrutta l’ospite e due competitori si affrontano, direttamente o indirettamente, per l’utilizzo delle risorse. Ma, a volte, le relazioni ecologiche tra due specie non sono così lineari, come dimostrato da un recente studio pubblicato su PNAS.

Due ricercatori della University of Texas si è concentrato sui rapporti ecologici che esistono tra uomini e serpenti. Chi è il predatore e chi la preda? Focalizzandosi su una popolazione forestale di indigeni delle Filippine, gli Acta Negritos, i ricercatori hanno evidenziato come la relazione tra uomini e serpenti, in questo caso i grossi pitoni reticolati (Python reticulatus), non sia affatto scontata. Infatti, gli indigeni sono soliti cacciare i pitoni a scopo alimentare, ma, a sua volta, il grosso rettile spesso attacca gli uomini, causandone in alcuni casi la morte, e il successivo consumo come preda. Circa il 26% degli uomini che vivono nella regione forestale presenta, infatti, i segni di un tentativo di predazione da parte dei pitoni. Le donne sembrano invece meno soggette ad attacchi da parte dei pitoni, probabilmente perchè spendono meno tempo nella foresta.

Inoltre, i serpenti cacciano numerose specie che rientrano nella comune dieta di questa popolazione umana, come diversi ungulati, uccelli e altri primati. Le due specie, dunque, competono per il medesimo insieme di risorse alimentari. Uomini e pitoni possono quindi essere considerati prede e predatori reciproci ma anche specie competitrici per le risorse offerte dall’ambiente. 

Allargando (filogeneticamente) lo sguardo, lo studio sottolinea come i serpenti in tutto il mondo utilizzino a scopo alimentare una pletora di specie diverse di primati non umani di tutti i gruppi tassonomici, che a loro volta (s)cacciano, uccidono e salturiamente mangiano i suddetti rettili. Da sempre, concludono i ricercatori, primati e serpenti si fronteggiano in diversi modi: le interazioni con questi grossi rettili potrebbero aver costituito una pressione selettiva forte e guidato l’evoluzione di strategie predatorie e antipredatorie più efficaci nelle prime popolazioni, cacciatrici-raccoglitrici di ominidi bipedi.

Andrea Romano


Riferimenti:
T. N. Headland, H. W. Greene. Hunter-gatherers and other primates as prey, predators, and competitors of snakes. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2011; DOI: 10.1073/pnas.1115116108

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