Ci fu competizione tra plesiosauri e mosasauri?

I due più noti gruppi di rettili marini mesozoici coesistettero per circa 30 milioni di anni: uno studio ha investigato se i due gruppi sono entrati in competizione e se le loro storie evolutive si sono influenzate reciprocamente


Plesiosauria e Mosasauroidea sono due dei più noti gruppi di rettili marini mesozoici. I primi compaiono nel Triassico superiore (220-200 milioni di anni fa), a partire da una linea di sauropterigi sempre più adattata alla vita acquatica, diversificandosi con enorme successo fino alla fine del Mesozoico. I secondi compaiono a metà del Cretacico (100 milioni di anni fa), a partire da una linea di squamati semiacquatici (essi sono, di fatto, gigantesche lucertole acquatiche) e si diversificano con grande successo fino alla fine del periodo. 

Entrambi i gruppi si estinguono alla fine del Cretacico. Pertanto, i due cladi di rettili acquatici coesistettero per almeno 30 milioni di anni nei mari di tutto il mondo, con i secondi che, letteralmente, “invadono” nicchie ecologiche ed ambienti che i primi occupavano stabilmente (con alterne fortune e con numerose fluttuazioni nell’abbondanza dei vari gruppi) già da cento milioni di anni. Nasce quindi legittimamente la domanda se i due gruppi siano entrati in competizione e se le loro storie evolutive si siano influenzate reciprocamente.

In uno studio pubblicato su PeerJ, Daniel Madzia e Andrea Cau hanno sviluppato queste domande, analizzando le storie evolutive dei due gruppi durante il Cretacico Superiore, confrontando le relative dinamiche di diversificazione e le caratteristiche biologiche fondamentali, quali il tipo di dentatura (da cui si può dedurre la dieta), i modelli di nuoto e le strategie riproduttive (Madzia e Cau 2020).

Va subito chiarito che per “competizione” non si intende solamente la “competizione diretta” tra individui, quale può essere la predazione di un animale verso l’altro (come nell’immagine qui sotto), ma comprende qualsiasi fenomeno biologico di una specie che abbia effetti – anche indiretti – sull’altra. Ad esempio, avere un tasso di riproduzione più rapido o una differente preferenza in termini di prede o di temperatura dell’acqua da parte di una specie rispetto ad un’altra, pur non producendo “scontro diretto” tra i due gruppi, può determinare effetti che incidono sulla sopravvivenza della specie “competitrice”. Alla scala dei milioni di anni, anche un effetto marginale, se cumulativo, può quindi incidere in modo importante sulla persistenza di un gruppo rispetto ad un altro.

Le conclusioni dello studio sono che i mosasauroidi non poterono inizialmente entrare in competizione con i plesiosauri, date le sostanziali differenze anatomiche (100 milioni di anni fa, i secondi erano già perfettamente adatti ad uno stile di vita acquatico, mentre i primi erano all’inizio della loro storia, come specie semi-acquatiche ancora legate all’ambiente terrestre). Tuttavia, è legittimo supporre che il declino e la scomparsa dei pliosauridi, a metà del Cretacico Superiore (mentre altri gruppi di plesiosauri, come gli elasmosauridi e i policotilidi, persistono fino alla fine del periodo), possa aver liberato una nicchia macro-predatoria, nicchia che fu occupata rapidamente dai mosasauri (in particolare, i tilosaurini): l’analisi dei tassi di diversificazione morfologica mostra proprio in quel momento il più rapido accumulo di innovazioni anatomiche nei mosasauri (in generale) e nei tilosaurini (in particolare) e l’evoluzione di specie giganti. Più che di competizione, quindi, è plausibile parlare di parziale sostituzione ecologica: i mosasauridi trassero vantaggio dalla scomparsa di alcuni tipi di plesiosauri, e ne presero il posto come predatori apicali.

Da Theropoda, il blog di Andrea Cau


Bibliografia:
Madzia D, Cau A. 2020. Estimating the evolutionary rates in mosasauroids and plesiosaurs: discussion of niche occupation in Late Cretaceous seas. PeerJ 8:e8941 http://doi.org/10.7717/peerj.8941

Immagine crediti: D. Varner