Clovis non first

La punta di una lancia, conficcata nella costola di un megalodonte, racconta un’importante storia sul popolamento umano delle Americhe. E, dopo anni di indizi e testimonianze, questa volta forse è il caso di mettere la parola fine all’ipotesi “Clovis first“. Fino a pochi anni or sono, infatti, si riteneva che la prima popolazione approdata nel continente americano fossero appartenenti alla


La punta di una lancia, conficcata nella costola di un megalodonte, racconta un’importante storia sul popolamento umano delle Americhe. E, dopo anni di indizi e testimonianze, questa volta forse è il caso di mettere la parola fine all’ipotesi “Clovis first“.

Fino a pochi anni or sono, infatti, si riteneva che la prima popolazione approdata nel continente americano fossero appartenenti alla cultura Clovis, che si insediò circa 13.000 anni fa. Negli ultimi anni, però, si sono avvicendate nuove scoperte che hanno minato questa convinzione: sia studi molecolari sul DNA dei nativi americani (Pikaia ne ha parlato qui), che alcuni ritrovamenti fossili e archeologici (Pikaia ne ha parlato qui) raccontano che, invece, i primi abitanti di questi conteninenti avvene alcune migliaia di anni prima.

A mettere definitivamente da parte l’ipotesi “Clovis first” ci pensa ques’ultimo ritrovamento, risalente a circa 14.000 anni fa e pubblicato sull’ultimo numero della prestigiosa rivista Science. La datazione viene confermata da diverse metologie: da analisi sul DNA e le proteine del mastodonte alle più classiche basate sul decadimento del Carbonio-14.

Non furono i Clovis i primi abitanti delle Americhe: non furono loro, dunque, a dare inizio allo sterminio dei megalodonti e di tutta la megafauna del continente americano.

Andrea Romano


Riferimenti:
Michael R. Waters, Thomas W. Stafford Jr, H. Gregory McDonald, Carl Gustafson, Morten Rasmussen, Enrico Cappellini, Jesper V. Olsen, Damian Szklarczyk, Lars Juhl Jensen, M. Thomas P. Gilbert, Eske Willerslev. Pre-Clovis Mastodon Hunting 13,800 Years Ago at the Manis Site, Washington. Science 334: 351-353. DOI: 10.1126/science.1207663