Coevoluzione, senza causalità, tra sviluppo agricolo e stratificazione sociale

Un recente studio condotto sui popoli austranesiani evidenzia un’influenza reciproca, ma non deterministica, tra sviluppo agricolo e nascita di società gerarchiche

La relazione causale tra sviluppo agricolo e stratificazione gerarchica delle società umane ha diviso, e continua a dividere, gli studiosi fin dagli albori di filosofia ed antropologia moderne. Con posizioni che vanno dai sostenitori dell’agricoltura come motore per la gerarchizzazione a chi invece sostiene che sia stata la stratificazione della società a guidare lo sviluppo agricolo delle prime comunità (qui una review). Al riguardo, un nuovo studio condotto dal team del prof. Quentin Atkinson, del Max-Planck-Institut di Jena in Germania e dell’Università Auckland in Nuova Zelanda, e pubblicato su PNAS, sembra evidenziare una coevoluzione e un’influenza reciproca, piuttosto che un rapporto causa-effetto, tra nascita e sviluppo agricolo e gerarchizzazione e stratificazione delle società.

Lo studio è stato condotto su un campione di 155 società attuali appartenenti al gruppo linguistico austranesiano, la più numerosa famiglia linguistica al mondo, distribuita lungo diverse isole del sud est asiatico, dell’Oceania e in Madagascar. Le società austranesiane mostrano una vasta diversificazione sia in termini di strutture sociali, spaziando da società acefale ed egalitarie a organizzazioni centralizzate e gerarchiche, che di sviluppo agricolo, le cui pratiche variano da agricoltura di sussistenza a forme di agricoltura più intensive, come l’irrigazione.

I ricercatori hanno ripreso alcuni studi precedenti sulla la filogenesi linguistica delle popolazioni austranesiane. La filogenesi linguistica è una metodologia che tenta di applicare tecniche analitiche e statistiche proprie della biologia evoluzionistica alla linguistica. In questo modo si possono ottenere alberi filogenetici in grado di ricostruire, a ritroso, storia e origini delle lingue appartenenti ad una certa famiglia, e con essa la storia delle popolazioni parlanti le lingue in esame. Va comunque precisato che non mancano le critiche, e che quest’approccio è oggetto di dibattito (si veda ad esempio questo studio).

Ad ogni modo, gli autori hanno associato i risultati ottenuti da un lavoro precedente, a dati etnografici ed archeologici circa l’antropizzazione del paesaggio e la complessità politica e sociale delle popolazioni studiate. Così facendo hanno potuto valutare se esiste una relazione, e in caso affermativo di che tipo, tra le variabili in esame. Ovvero se l’insorgere di uno o più fattori possa aver determinato la comparsa di altri.

I test statistici effettuati hanno mostrato una propensione per i modelli coevolutivi tra le variabili studiate. Inoltre, valutando la comparsa o la scomparsa di determinati caratteri (sociali) nelle popolazioni osservate (ad esempio se all’intensificazione di pratiche agricole è corrisposta l’acquisizione o la perdita di una società gerarchica), non si è osservata nessuna relazione causale diretta. In altre parole, pratiche agricole intensive e società complesse possono svilupparsi autonomamente e in maniera non deterministica, quindi, la presenza di uno o più fattori in esame non implica necessariamente la comparsa o la scomparsa di altri. È stato però ugualmente notato che, quando presenti, le variabili si influenzano vicendevolmente, rafforzandosi.

Di conseguenza, stando a questi risultati, l’evoluzione delle società umane non sarebbe riconducibile ad un rapporto direzionale causa-effetto, tra poche variabili. Ma sarebbe meglio descritto da un meccanismo a feedback, in cui in ruolo determinante potrebbe essere giocato anche dalla crescita demografica.


Riferimenti:
Sheenan O, Watts J, Gray DG, Atkinson QD. 2018. Coevolution of landesque capital intensive agriculture and sociopolitical hierarchy. PNAS, 2018. 201714558

Immagine da Pixabay