Cuculi in abito da rapace

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In alcune zone i cuculi hanno un piumaggio simile ai rapaci, grazie a cui spaventano le specie ospiti e riescono a deporre l’uovo nel loro nido. L’ennesimo inganno di questo parassita di cova

Nell’immaginario collettivo, il cuculo (Cuculus canorus) ha la fama dell’animale ingannatore, che grazie a diversi escamotage riesce a deporre le proprie uova nei nidi altrui, lasciando poi l’incombenza delle cure parentali dei propri piccoli ai genitori adottivi. Questa strategia riproduttiva è nota come parassitismo di cova e non riguarda solo il cuculo, ma questo uccello è particolarmente noto in quanto è stato in grado di parassitare i nidi di svariate specie con caratteristiche differenti.
Dato il suo comportamento singolare, il cuculo ha da sempre affascinato gli etologi di tutto il mondo e la letteratura biologica su questa specie è molto abbondante. Nel corso degli anni sono stati pertanto svelati diversi stratagemmi mediante cui i cuculi riescono a perpetrare l’inganno nei confronti delle specie ospite. Ad esempio, dato che la condizione necessaria perché tale strategia riproduttiva possa avere successo è che le uova del parassita vengano accettate dai genitori adottivi, è stato dimostrato che sia il colore delle uova del cuculo che la loro riflettanza nello spettro UV (gli uccelli sono in grado di percepire le lunghezze d’onda nell’ultravioletto) sono molto simili a quelli delle specie parassitate. Colori e riflettanza variano, ovviamente, in base all’ospite, indicando una straordinaria plasticità fenotipica del parassita di cova.
Dalle pagine della rivista Animal Behaviour emerge in questi giorni un ulteriore inganno del cuculo, anch’esso funzionale al parassitismo di cova. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge, ha infatti mostrato come in certe situazioni questa specie assuma un piumaggio simile a quello di alcuni rapaci (in particolari gli sparvieri; genere Accipiter). L’imitazione delle specie predatrici risulta particolarmente utile, in quanto induce i potenziali ospiti ad allontanarsi dal proprio nido per evitare di essere cacciati. In pratica, i cuculi si travestono da rapaci per spaventare i futuri genitori adottivi dei propri piccoli e avere il tempo necessario per deporre il proprio uovo. Un vero e proprio esempio di mimetismo batesiano.
Ma c’è di più. I cuculi, infatti, non imitano la colorazione di una sola specie, ma i loro pattern cromatici hanno un’ampia variabilità geografica e sono legati alla comunità rapaci che vive in ciascuna area. In questo modo, il parassita di cova imita solamente i rapaci presenti nel luogo in cui si trova, rendendo l’inganno particolarmente efficace. Come sostiene Thanh-Lan Gluckman, uno degli autori dello studio: “Non ci sarebbe infatti alcun beneficio nell’imitare un pericoloso predatore se il suo aspetto non fosse familiare alle potenziali vittime“.
Andrea Romano
Crediti immagine: Bogbumper, Wikimedia Commons