Da elefanti marini e pinguini un concime per le terre antartiche

Gli escrementi di pinnipedi e pinguini sostengono grandi oasi di biodiversità nel continente antartico


Con i loro escrementi, pinnipedi e pinguini creano delle vere e proprie oasi di biodiversità nell’inospitale continente antartico. Le loro feci sono ricche di composti azotati, fondamentali per fertilizzare il terreno, e possono influenzare aree distanti fino a mille metri dalla colonia. La scoperta è stata pubblicata su Current Biology.

Un gruppo di ricercatori olandesi della Vrije Universiteit di Amsterdam ha monitorato le colonie di varie specie di pinnipedi e pinguini, tra cui pinguini papua (Pygoscelis papua), elefanti marini (genere Mirounga), pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae), osservando che parte dell’ammoniaca (composto a base di azoto) contenuta nei loro escrementi evapora, viene trasportata dal vento nell’entroterra e li si deposita al suolo. Questo processo porta quindi sul suolo grandi quantità di azoto e lo rende disponibile per poca vegetazione presente.

Con questo processo, gli animali riescono a fertilizzare aree grandi fino a 240 volte le dimensioni delle loro colonie. Il risultato è una vivida comunità di muschi e licheni, che difficilmente potrebbe sopravvivere in questi ambienti senza quell’azoto, e che fornisce cibo a una vasta comunità di invertebrati del suolo. La scoperta ridimensiona il ruolo che gli altri fattori limitanti possono giocare in questi ambienti: nonostante altri fattori come disponibilità idrica e temperature esercitino una forte influenza sulle comunità biologiche locali, l’abbondante disponibilità di composti azotati è in grado di sostenere da sola una grande biodiversità a livello di invertebrati del suolo, indispensabili per il proliferare di specie diverse anche ad altri livelli della comunità biologica.

L’osservazione del fenomeno, ha permesso agli autori dello studio di calcolare quella che viene chiamata “impronta dell’azoto” (nitrogen footprint), per descrivere meglio il ciclo di arricchimento e consumo delle risorse da parte delle colonie. Questo dato può essere combinato con osservazioni satellitari delle colonie riproduttive di pinnipedi e pinguini, in modo da identificare e mappare gli hotspot di biodiversità nel continente. Un passo importante per una regione come l’Antartide, le cui enormi dimensioni e l’ambiente molto ostile rendono difficili le ricerche.


Riferimenti
Stef Bokhorst, Peter Convey, Rien Aerts. Nitrogen Inputs by Marine Vertebrates Drive Abundance and Richness in Antarctic Terrestrial Ecosystems. Current Biology, 2019

Immagine: Antarctica, adelie penguins, feeding. Jerzy Strzelecki. Creative Commons Attribution 3.0 Unported. Via Wikimedia Commons