Darwin voleva andare a Tenerife

Viaggio nell’isola di Tenerife, luogo sempre sognato da Darwin, ma in cui il padre della teoria dell’evoluzione non riuscì mai ad arrivare


Questo post è dedicato alla mia amica Bruna, che vive in questo luogo meraviglioso.

Spesso faccio viaggi che i miei amici chiamano “ pellegrinaggi”, che mi portano a visitare luoghi dove Charles Darwin ha vissuto; ma nell’agosto del 2011 sono andata a Tenerife “al posto di Darwin” per vedere un luogo che fu sempre nel suo cuore e nella sua mente, ma che il destino non gli permise mai di visitare. Si tratta di un fatto poco noto della vita del grande naturalista inglese…

Durante gli ultimi mesi trascorsi da Darwin a Cambridge, tra la primavera e l’inizio estate del 1831, il Professor John Steven Henslow, grande amico del giovane Charles e già suo insegnante (per questo Darwin era chiamato “l’uomo che cammina con Henslow”), abbia prestato al suo protetto una copia della traduzione in Inglese (di Helen Maria Williams) del libro Personal Narrative of a Voyage to the Equinoctial Regions of a New Continent, 1799-1804 di Alexander Von Humboldt. Questo libro fece un’incredibile impressione su Darwin, tanto che scrisse di averlo letto ‘con attenzione e profondo interesse’. Tra le altre cose, si potrebbe ipotizzare che Darwin ricevette proprio da Humboldt parte del suo senso di integrazione, delle relazioni tra rocce, forma del terreno, vegetazione, vita animale, clima e attività umane,  che si evidenziano nel suo stesso modo di scrivere. 

Non so se vi sia mai capitato di leggere questo diario di viaggio…..è veramente incredibile: Von Humboltdt aveva un modo unico e lirico per “raccontare” gli ambienti, come dimostrato dalla sua descrizione del vulcano di Tenerife: il Teide……è come se stesse dipingendo un quadro! 

In seguito Darwin continuò a dire che era stato questo libro, unitamente a Introduction to the Study of Natural Philosophy di Sir John Herschel, a instillargli ‘uno zelo bruciante ad aggiungere anche il più insignificante contributo alla nobile struttura delle scienze naturali’ e completa affermando che ‘ne un altro libro ne una dozzina di libri’ lo influenzarono così come i due libri citati. Nella sua Autobiografia, scritta più tardi nella sua vita, egli annotò che ‘I copied out from Humboldt, long passages about Teneriffe, and read them aloud’. E’ da notare la curiosa grafia del nome dell’isola che Charles usava sempre.

Queste letture sembra siano state fatte nel corso di escursioni nella campagna del Cambridgeshire, che Darwin faceva con John S. Henslow, Richard Dawes (poi rettore di Hereford) e Marmaduke Ramsay (professore associato del Jesus College) e altri giovani docenti. Probabilmente il giovane Darwin sommerse letteralmente i suoi amici più anziani con il suo entusiasmo: 

ho parlato delle bellezze di Tenerife, e alcuni della compagnia dissero che ci sarebbero andati; ma io penso che essi fossero seri solo a metà. Io ero, nondimeno, molto serio, e ottenni una presentazione ad un mercante di Londra per chiedere informazioni a proposito di navi

Le sue lettere di quel periodo confermano la sua quasi ossessione per il dettagliato rapporto di Von Humboldt sull’Isola di Tenerife. Eccolo, in una lettera a sua sorella Caroline, scritta da Cambridge il 28 Aprile 1831: 

Anche mentre sto scrivendo in questo momento la mia testa vaga pensando ai Tropici: al mattino vado e contemplo le Palme nella serra e torno a casa e leggo Humboldt: il mio entusiasmo è così grande che non posso neanche stare seduto sulla mia sedia . Henslow e altri docenti ci danno una grande fiducia per il nostro piano; Henslow promette di riempirmi di nozioni di geologia, io non sarò più tranquillo fino a quando non potrò vedere il picco di Teneriffe e il grande albero del Drago…. Sto lavorando regolarmente per imparare lo spagnolo…..  e ho portato me stesso a vivere in una atmosfera Tropicale.

In una lettera al cugino William Darwin Fox, suo compagno di Beetles Hunt nelle campagne del Cambridgeshire, scrisse: 

In relazione  al mio piano relativo alle Canarie, è avventato da parte tua chiedere: i miei amici si augurano sinceramente che io sia là, li tormento talmente parlando di paesaggi tropicali ecc… , Eyton andrà laggiù la prossima estate e io sto imparando lo spagnolo … come vorrei che ci potessimo incontrare! Ti stancheresti in fretta dell’argomento!

Egli scrisse un’altra lettera dello stesso tono in risposta ad una missiva di Henslow, a Cambridge: 

E ora a proposito delle Canarie. Ho scritto a Mr Ramsay una piccola informazione raccolta in città…. Passaggio a 20 £, la nave va e viene nei mesi da Giugno a Febbraio. Ma non essendo andato dall’Agente di persona, le due domande più importanti rimangono senza risposta: per esempio se significa da Giugno incluso e con che frequenza ci sono le partenze. Lo scoprirò a breve. Spero che voi continuiate ad alimentare il vostro ardore per le Canarie: leggo e rileggo Humboldt: vai fate lo stesso? e io sono sicuro che nulla ci impedirà di vedere il grande albero del Drago!

La descrizione dell’albero del Drago di Humboldt sembra essere aver avuto una potente influenza su Darwin: 

Malgrado noi fossimo a conoscenza, dai racconti di così tanti viaggiatori, dell’albero del Drago…. Non fummo meno impressionati dalle sue enormi dimensioni. Ci è stato raccontato che il tronco di questo albero, che è citato in parecchi documenti antichi come un segnale dei confini di un campo, era cosi gigantesco già nel XV secolo. La sua altezza sembra attorno ai 50 o 60 piedi, la circonferenza alla base del tronco circa 45 piedi… il tronco ha un gran numero di rami, che si elevano a formare un candelabro, e terminano con ciuffi di foglie. Il Drago produce ogni anno fiori e frutti. Come aspetto richiama alla mente ‘l’eterna giovinezza della Natura’ che è inesauribile sorgente di cambiamento e di vita’.

C’era di che eccitare un giovane viaggiatore! Nel Picturesque Atlas che accompagnava  il testo, era inclusa una dettagliata immagine del Drago di Orotava, basata su uno schizzo eseguito nel 1776. 

Apriamo ora una piccola parentesi riguardante El Drago… Il nome scientifico della specie, una pianta subtropicale monocotiledone, è Dracaena draco L.. Per i Guanci, le popolazioni indigene delle Isole Canarie, questo albero possedeva proprietà magiche. Il nome assegnato alla specie: Drago è in parte dovuta al fatto che quando la corteccia o le foglie vengono recise, secernono una resina che ossidandosi assume una colorazione rossastra, conosciuta come sangue di drago. Il sangue di drago era già noto agli antichi romani, che lo utilizzavano come colorante, e nel medioevo era molto ricercato da maghi ed alchimisti che gli attribuivano virtù terapeutiche. Ora chiariamo bene che l’esemplare descritto da Humboldt, e menzionato da Darwin, non è il Drago Millenario che ora è visitabile nella cittadina di Icod de los Vinos, ma il Grande Drago di La Orotava, che cresceva nel Giardino  dei Franqui, rappresentato in questa immagine.

Tutti gli scienziati che visitarono in seguito il Drago de La Orotava riferirono del suo cattivo stato. Piazzi sulla sua visita scrisse: Povero e anziano albero, il cui tronco è cavo! Quando Lugo e i suoi conquistadores, nel 1496, stabilirono qui il dominio spagnolo, il suo tronco servì da cappella per la celebrazione dei santi misteri: e prima servì alle riunioni druidiche delle tribù Guance per molti secoli, Quanto fragile è ora! Infatti, nel 1819 un fortissimo temporale staccò uno dei grandi rami dell’albero, poi purtroppo nel 1867, una tempesta abbatte lo spettacolare esemplare di Drago.

Eyton, Dawes, Henslow, Fox e Ramsay non avevano bisogno di alimentare l’enorme entusiasmo di Darwin per Tenerife in generale e per l’albero del Drago in particolare. Ma il sogno di Charlie venne bruscamente interrotto dalla morte del povero Ramsay avvenuta alla fine di Agosto del 1831. Cosa avvenne dopo è noto a tutti: dopo la spedizione geologica attraverso il Galles del Nord con il Professor Adam Sedgwick, arrivò infatti la lettera di Henslow contenente il suggerimento di unirsi al viaggio del Capitano FitzRoy…e poi il viaggio sul Beagle!

Ma fu come se nella mente di Darwin fosse scattato un interruttore: non fosse stato per il ‘leggere e rileggere’ Humboldt durante la primavera e l’estate del 1831 forse Darwin non avrebbe mai sviluppato il suo entusiasmo per lontane isole vulcaniche, strane piante e la brillante luce dei tropici. Forse non avrebbe mai speso così tanto tempo a studiare geologia (con l’aiuto di Sedgwick), oppure a imparare abbastanza spagnolo da poterlo utilizzare poi in Sud America.

Ma la storia non finisce qui….. il seguito alla seconda parte!

Patrizia Martellini   

Immagine di Bruna Vestri