Darwiniana

Darwiniana 2009Convegno per il 150° della “Origine delle specie”di DarwinScienze Umane e Naturali daDarwin alle NeuroscienzeDal 24 al 26 novembre all’Università di Roma “La Sapienza”A 150 anni dalla teoria dell’evoluzione per selezione, il nome di Darwin è ancora al centro delle odierne teorizzazioni scientifiche e filosofiche. Il convegno vuole festeggiare questo evento proseguendo sulla strada tracciata da Darwin nei diversi

Darwiniana 2009
Convegno per il 150° della “Origine delle specie”
di Darwin
Scienze Umane e Naturali da
Darwin alle Neuroscienze


Dal 24 al 26 novembre all’Università di Roma “La Sapienza”


A 150 anni dalla teoria dell’evoluzione per selezione, il nome di Darwin è ancora al centro delle odierne teorizzazioni scientifiche e filosofiche. Il convegno vuole festeggiare questo evento proseguendo sulla strada tracciata da Darwin nei diversi campi del sapere. L’ampiezza del discorso darwiniano e la complessità dei processi evolutivi richiedono un approccio plurale e  multidisciplinare. Il convegno è un primo tentativo di approccio ‘integrato’ á la Darwin alle problematiche dell’evoluzione. Scienze umane e naturali vanno declinate insieme se si vuole capire la complessità della teoria dell’evoluzione oggi.

Il programma di ricerca evoluzionistico è attualmente interessato da un processo di aggiornamento e di integrazione estremamente interessante. Sul piano empirico e teorico, si sta profilando una trasformazione della struttura della teoria dell’evoluzione in cui, da una parte, il nucleo neodarwiniano (mutazione, selezione naturale, deriva genetica) viene fortemente corroborato sperimentalmente e, dall’altra, si assiste a importanti estensioni dei fattori e dei meccanismi evolutivi (i tempi e i modi della speciazione, i livelli in cui agisce la selezione naturale, i vincoli alla variazione scoperti dalla biologia evoluzionistica dello sviluppo, dall’epigenetica, e così via). Riprendendo un suggerimento di Stephen J. Gould di alcuni anni fa, alcuni studiosi hanno proposto di introdurre l’idea di una “nuova sintesi evoluzionistica” o “Extended Evolutionary Theory”.

I processi di aggiornamento e integrazione della “struttura” della teoria della evoluzione hanno notevoli conseguenze anche sul piano più strettamente teorico e su quello della storia delle idee. I nuovi modelli evolutivi incentrati sui processi integrati di ex-aptation e ad-aptation capovolgono il nesso natura-cultura.  I “valori annidati” della cultura (la storia) vengono prima e vanno a modificare i vincoli biologici interni degli organismi (le strutture): sono le strutture biologiche ad adattarsi alla storia culturale (ex-aptation) e non viceversa. Insomma nuove interazioni si profilano tra evoluzione naturale e evoluzione culturale (Cavalli Sforza).

Inoltre lo sviluppo degli studi sulla mente e sul cervello, in particolare nelle neuroscienze, costringe a rivedere concetti fondamentali in filosofia. Mente, coscienza, senso morale, subiscono una mutazione tale da mettere in discussione non solo l’approccio metafisico, idealistico, e soggettivistico, ma anche quello di ascendenza empiristico-materialistico, facendo intravedere nuove vie per un “materialismo sofisticato”.

L’aggiornamento e l’integrazione della “struttura” della teoria dell’evoluzione, insieme agli studi recenti sui Taccuini di Darwin, permettono una maggiore comprensione anche della “mente” di Darwin e del ruolo che questi ha nella storia della scienza e della filosofia. Ne viene fuori un Darwin “inedito”, un “neoumanista”, un “cervello plastico” in azione che, integrando perfettamente scienza e filosofia, getta nuova luce sulla struttura stessa della sua teoria della evoluzione per selezione.
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