Dimensioni che fanno la differenza

Sono numerose le specie estinte che, sebbene siano strettamente imperantate con quelle odierne differoscono da queste per le dimensioni. Un esmpio molto noto sono i gliptodonti (Famiglia Glyptodontidae), gli antenati giganti degli odierni armadilli già noti allo stesso Charles Darwin che ne trovò i fossili durante il suo viaggio sul Beagle, ma nel recente passato numerosi gruppi hanno annoverato tra

Sono numerose le specie estinte che, sebbene siano strettamente imperantate con quelle odierne differoscono da queste per le dimensioni. Un esmpio molto noto sono i gliptodonti (Famiglia Glyptodontidae), gli antenati giganti degli odierni armadilli già noti allo stesso Charles Darwin che ne trovò i fossili durante il suo viaggio sul Beagle, ma nel recente passato numerosi gruppi hanno annoverato tra i loro componenti specie dalle dimensioni enormi o piccolissime rispetto a quelle attuali: Elephas falconeri era un parente nano degli elefanti che viveva in Sicilia e Ailuropoda minor un piccolo panda (Pikaia ne ha parlato qui). Per non parlare (controversie tassonomiche a parte) dell’ormai celeberrimo Homo floresiensis, detto Hobbit, di cui Pikaia ha ampiamente discusso.

Giunge oggi la notizia dalle pagine della rivista Journal of Vertebrate Paleontology che anche i sirenidi (Ordine Sirenia), gruppo composto esclusivamente dal dugongo (Dugon dugon) e dalle tre specie di lamantino (Trichechus senegalensis, Trichechus inunguise e Trichechus manatus), vanterebbero un antenato di dimensioni ridotte. Si tratta di una specie che viveva nelle acque costiere del Madagascar durante l’Eocene Medio, intorno a 40 milioni di anni fa, che è stata denominata Eotheroides lambondrano. Per le caratteristiche del cranio, quasi interamente rinvenuto, i paleontologi sostengono che si tratti di una specie molto primitiva, soprattutto perchè presenta denti poco specializzati al consumo delle alghe marine, caratteristica tipica delle specie odierne e di altre estinte ma più recenti, e potrebbe trattarsi di uno dei primi organismi del gruppo ad essersi completamente svincolato dall’ambiente terrestre. Rispetto alle specie attuali che superano i tre metri di lunghezza, Eotheroides lambondrano presentava dimensioni inferiori, non raggiungendo i due metri tra la testa e l’estremità caudale.

Non è la prima volta che in gruppo di mammiferi acquatici si segnalano specie di dimensioni molto differenti alle attuali: nel 1741, infatti, il naturalista tedesco Georg Wilhelm Steller scoprì una nuova specie di sirenide, battezzata ritina di Steller (Hydrodamalis gigas), nel mare di Bering, tra la Siberia e l’Alaska, che poteva superare i 9 metri di lunghezza e le 13 tonnellate di peso. Purtroppo, dopo un intenso periodo di caccia indiscriminata, solo 27 anni dopo il suo primo rilevamento, nel 1768 fu catturato e ucciso l’ultimo esemplare, anche se negli ultimi due secoli sono stati segnalati possibili avvistamenti.

Se per Eotheroides lambondrano, il piccolo dugongo, l’estinzione è certa, per Hydrodamalis gigas la speranza, sebbene molto flebile, è ancora viva…

Andrea Romano


Riferimento:
Eotheroides lambondrano, New Middle Eocene Seacow (Mammalia, Sirenia) from the Mahajanga Basin, Northwestern Madagascar, Karen E. Samonds, Iyad S. Zalmout, Mitchell T. Irwin, David W. Krause, Raymond R. Rogers and Lydia L. Raharivony, Journal of Vertebrate Paleontology, 2009 : Vol. 29, Issue 4: 1233-1243

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons