Dinosauri a sangue… tiepido

Un nuovo studio sulla temperatura interna dei dinosauri sembra suggerire che questi animali non fossero esseri ectotermi. L’ipotesi che avessero caratteristiche intermedie tra quelle degli animali a sangue freddo e quelli a sangue caldo si fa sempre più concreta

Dal guscio di alcune uova di dinosauro arriva un altro importante dato per comprendere quanto questi rettili fossero in grado di controllare la propria temperatura corporea. La natura endotermica o ectotermica dei dinosauri è da tempo oggetto di dibattito tra i paleontologi, in particolare dopo che alcune recenti scoperte hanno iniziato a supportare l’evidenza di un possibile stato intermedio di regolazione del calore, chiamato mesotermia (Pikaia ne ha parlato qui). Dirimere la questione, oltre a fornire fondamentali elementi per ricostruire i comportamenti dei dinosauri, potrebbe permettere di definire meglio le transizioni evolutive che hanno portato i moderni uccelli che ne discendono a diventare animali a sangue caldo.

Per cercare di dipanare questa ingarbugliata matassa, il professor Eagle della University of California e i suoi collaboratori hanno pensato di esaminare la composizione chimica del guscio di uova fossili di Oviraptor (del gruppo dei teropodi, a cui appartengono anche gli uccelli moderni) e Titanosaurus (tra i più grandi dinosauri sauropodi mai esistiti) raccolte in Mongolia, Argentina e Francia. Così come in un precedente lavoro svolto sui denti di altri due sauropodi (Brachiosaurus e Camarasaurus) (Pikaia ne ha parlato qui), le analisi condotte miravano a determinare la concentrazione degli isotopi 13C e 18O presenti nei carbonati del guscio. La quantità di tali elementi, infatti, è un indicatore della temperatura di formazione dell’uovo che, poiché la mineralizzazione del guscio avviene nell’ovidotto, corrisponderebbe alla temperatura corporea del dinosauro che l’ha deposto.

Attraverso i dati ottenuti da altre formazioni di carbonati presenti nei siti di provenienza dei fossili, è stato possibile determinare le temperature stagionali medie di quel periodo – il Cretacico Superiore – e confrontarle con i risultati emersi dallo studio dei gusci. I paleontologi hanno osservato come la temperatura interna degli oviraptoridi fosse di circa 32°C, 6°C più alta rispetto a quella ambientale, un dato che indica chiaramente che questi dinosauri carnivori di piccola taglia erano in grado di elevare parzialmente il proprio calore corporeo al di sopra di quello circostante, anche nei periodi più caldi dell’anno, ma che non è sufficiente per affermare senza dubbio che fossero effettivamente animali a sangue caldo.

Per quanto riguarda i Titanosaurus, invece, i risultati ottenuti mostrano che la temperatura corporea di questi grandi dinosauri era maggiore e attestabile sui 38°C. Un valore paragonabile a quella dei moderni mammiferi e uccelli e ricollegabile quindi ad un comportamento endotermico. Tuttavia, l’aumento di temperatura interna potrebbe derivare più semplicemente dalla maggiore massa corporea di questi enormi erbivori, alti circa sette metri e lunghi fino a venti; un fenomeno noto in altri grandi animali a sangue freddo e chiamato gigantotermia.

Questi risultati, pubblicati su Nature Communication, sono un ulteriore sostegno alla teoria che i dinosauri non fossero animali a sangue freddo, ma possedessero un metabolismo e una fisiologia intermedia tra quella degli individui ectotermi e omotermi e fossero quindi in grado di regolare, almeno parzialmente, la propria temperatura corporea. In alcuni casi, in modo apparentemente proporzionale alle dimensioni, la temperatura di questi animali poteva raggiungere livelli simili a quella dei moderni uccelli e mammiferi, rendendo ancora ipotizzabile l’esistenza di dinosauri endotermi. 


Riferimenti:
Eagel R. A. et al., Isotopic ordering in eggshells reflects body temperatures and suggests differing thermophysiology in two Cretaceous dinosaurs, Nature Comm., 13 october 2015, DOI: 10.1038/ncomms9296

Immagine da Wikimedia Commons