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Gli sfenodonti o tuatara, Sphenodon punctatus e il più raro Sphenodon guntheri, sono gli unici esponenti rimasti di un antichissimo ordine di rettili, quello degli Sphenodontia. Questi animali oggi vivono solo su alcune isole vicino alle coste della Nuova Zelanda, mentre si sono estinti dall’isola principale dopo l’arrivo dell’uomo e degli animali da questi introdotti. L’origine di questo genere è

Gli sfenodonti o tuatara, Sphenodon punctatus e il più raro Sphenodon guntheri, sono gli unici esponenti rimasti di un antichissimo ordine di rettili, quello degli Sphenodontia. Questi animali oggi vivono solo su alcune isole vicino alle coste della Nuova Zelanda, mentre si sono estinti dall’isola principale dopo l’arrivo dell’uomo e degli animali da questi introdotti. L’origine di questo genere è collocabile oltre 90 milioni di anni fa, probabilmente in America Meridionale, mentre il più antico fossile neozelandese risale al Tardo Pleistocene, circa 35.000 anni fa. Queste sono le uniche informazioni sull’origine e la passata distribuzione degli sfenodonti: si capisce dunque la difficoltà nella ricostruzione della storia evolutiva di questi rettili.

Un recente ritrovamento di alcuni denti e una mandibola, risalenti ad un periodo compreso tra 16 e 19 milioni di anni fa, colma questa lacuna e permette di formulare alcune ipotesi più precise sulla paleogeografia dei tuatara. Innanzitutto, bisogna sottolineare che i fossili rinvenuti sono molto simili a quelli degli sfenodonti ancora esistenti e potrebbero rappresentare un’esponente antichissimo di una delle due specie note. Questo risultato rafforza l’idea dello sfenodonte come fossile vivente.

In secondo luogo, questa nuova scoperta, riportata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, suggersisce la possibilità che questi animali siano presenti sull’isola da oltre 82 milioni di anni, periodo in cui la Nuova Zelanda si staccò dalla restante parte meridionale del supercontinente Gondwana. Fino ad ora, infatti, data la mancanza di resti precenti al Pleistocene, si riteneva che gli sfenodonti fossero giunti a nuoto o mediante zattere naturali sull’isola non prima di 22 milioni di anni fa. Questa ipotesi, tuttavia, non può essere scartata del tutto, in quanto questi animali dimostrano una grande resistenza alla disidratazione, anche se non sono in grado di nuotare per lunghe distanze. Sembra perciò più probabile che un loro antenato fosse presente al momento del distaccamento della Nuova Zelanda e che questi rettili abbiano brillantemente superato anche il terribile calo di temperature (fino a 14 °C) che interessò quelle terre circa 14 milioni di anni fa.

Questa nuova teoria comporta un’ulteriore importante conseguenza: la Nuova Zelanda, probabilmente, non fu completamente sommersa durante l’imponente trasgressione oceanica avvenuta tra 25 e 22 milioni di anni fa. Si pensa dunque che, nonostante l’imponente aumento del livello del mare, alcune zone rimasero al di sopra delle acque e costituirono un rifugio per gli sfenodonti, che ancora abitano quelle terre.

Andrea Romano


Riferimenti:
Marc Jones, Alan Tennyson, Jennifer Worthy, Susan Evans and Trevor Worthy. A sphenodontine (Rhynchocephalia) from the Miocene of New Zealand and palaeobiogeography of the tuatara (Sphenodon). Proceedings of the Royal Society B, 21 January 2009

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons