Dominatori per caso

Cosa determinò il successo ecologici dei dinosauri?

La storia della vita sulla terra è una storia di contingenza: Stephen J. Gould ha illustrato bene questo concetto nel suo capolavoro “La vita meravigliosa. I fossili di Burges e la natura della storia“. Nel penultimo capitolo (I sette mondi possibili), Gould descrive sette eventi contingenti della storia della vita senza i quali la nostra specie non sarebbe mai comparsa: tra questi cita l’estinzione dei dinosauri che spianò la strada alla diffusione dei mammiferi.

Se i mammiferi avessero avuto origine più tardi e avessero spinto i dinosauri alla loro estinzione, potremmo proporre legittimamente uno scenario di progresso prevedibile. Ma i dinosauri rimasero dominanti e la loro estinzione fu probabilmente la bizzarra conseguenza del più imprevedibile fra tutti gli eventi: una strage di massa innescata dall’impatto con un corpo extraterrestre. Se i dinosauri non si fossero estinti in tale circostanza, probabilmente dominerebbero ancora gli spazi ecologici riservati ai vertebrati di grande mole corporea, come avevano fatto così a lungo e con tanto successo, e i mammiferi sarebbero ancora animaletti costretti a vivere negli interstizi del loro mondo… In un senso letterale, noi dobbiamo la nostra esistenza, come mammiferi di una certa mole dotati di ragionamento, alla nostra buona stella.”

Ma non furono solo i mammiferi a beneficiare di un evento fortunato: prima della loro grande diffusione, infatti anche i dinosauri furono “fortunati”, approfittando dell’estinzione di massa avvenuta circa 200 milioni di anni fa dei loro diretti competitori, i crurotarsi. Questi organismi, di cui gli unici discententi odierni sono i coccodrilli (Ordine Crocodilia), subirono infatti un forte declino intorno a 200 milioni di anni fa, quando il pianeta terra fu interessato da un intenso e molto rapido periodo di riscaldamento a livello globale. I dinosauri superarono invece questo momento difficile e poterono diffondersi in tutti i continenti, senza trovare, o quasi, competizione per spazi e risorse.

Questo episodio fu determinante per il dominio dei dinosauri durato oltre 100 milioni di anni oppure, a lungo termine, questi rettili erano comunque “destinati” a prevalere sui rivali crurotarsi? Un gruppo di ricercatori guidati da Steve Brusatte, paleontologo della Columbia University e dell’American Museum of Natural History, ha cercato di rispondere a questo interrogativo. Mediante l’analisi 437 tratti morfologici delle ossa di 64 specie di dinosauri e crurotarsi hanno valutato il tasso di evoluzione medio nei due gruppi durante i 30 milioni di anni di convivenza e l'”indice di disparità”, una misura dei diversi piani corporei e stili di vita presenti all’interno di ciscun clade. Entrambi questi valori sono indicatori della capacità di adattamento e quindi possono essere considerati molto attendibili per determinare il successo ecologico.

Se per quanto riguarda il tasso di evoluzione, inteso come modificazione delle strutture ossee nel corso del tempo, dinosauri e crurotarsi non manifestano differenze significative, i secondi sembrano invece presentare un indice di disparità circa doppio rispetto a quello dei primi. Questo significa che i crurotarsi, poco prima della loro quasi totale estinzione, presentavano strutture del corpo e adottavano stili di vita molto più diversificati dei dinosauri e dunque a lungo termine probabilmente avrebbero prevalso nella competizione.

Insomma, concludono i ricercatori dalle pagine dell’ultimo numero di Science, i crurotarsi si presentavano come il gruppo animale destinato a dominare il mondo nei successivi milioni di anni se si fossero mantenute le condizioni vigenti nel periodo di convivenza con i dinosauri. Tuttavia, i repentini cambiamenti climatici della fine del Triassico li portarono all’estinzione, lasciando campo libero ai rivali dinosauri.

Se non si fossero estinti i crurotarsi, lasciando spazio ad animali che non sono stati in grado di contrastare i cambiamenti climatici successivi alla caduta del meteorite 65 milioni di anni fa, i mammiferi avrebbero conquistato il mondo?


Riferimenti:
Stephen L. Brusatte, Michael J. Benton, Marcello Ruta, Graeme T. Lloyd. Superiority, Competition, and Opportunism in the Evolutionary Radiation of Dinosaurs. Science 12 September 2008: Vol. 321. no. 5895, pp. 1485 – 1488; DOI: 10.1126/science.1161833

Gould Stephen Jay. La vita meravigliosa. I fossili di Burgess e la natura della storia. Feltrinelli, collana Universale economica saggi