E’ davvero così forte l’associazione tra il tipo cibo e la forma del becco degli uccelli?

Un nuovo studio suggerisce che i becchi degli uccelli moderni non si sono adatti esclusivamente ai tipi di alimenti di cui si nutrono come si è spesso ipotizzato


L’osservazione che le specie di fringuelli delle Galapagos possedevano diverse forme di becco in base al cibo prevalentemente consumato è stata centrale nel processo di formulazione della teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Nell’immaginario comune, effettivamente forme diverse del becco sono associate a diverse tipologie di alimentazione. Basti pensare al becco piccolo e appuntito dei colibrì che consente a questi uccelli minuti di accedere al nettare all’interno dei fiori confrontato con i possenti becchi dei rapaci, ideali per la caccia e il consumo di prede animali. Queste osservazioni hanno portato a ipotizzare che questa relazione forma-funzione fosse vincolante per tutte le specie di uccelli. Ma la forma del becco degli uccelli è davvero così strettamente legata all’ecologia alimentare?

Un team internazionale di scienziati provenienti dal Regno Unito, dalla Spagna e dagli Stati Uniti ha utilizzato tecniche computazionali e matematiche per comprendere meglio la connessione tra forme di becco e funzioni negli uccelli viventi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Evolution ha cercato di fare chiarezza su come i becchi degli uccelli si sono adattati nel tempo.

Il team ha esaminato una vasta gamma di forme di becco e comportamenti alimentari di numerose specie tra cui colibrì, aquile, pappagalli, pulcinelle di mare, fenicotteri per un totale di 176 specie. Misurando la forma del becco in questa vasta gamma di specie di uccelli moderni provenienti da collezioni di musei e studiando come il becco viene usato da diverse specie che si nutrono di cibi diversi, il team è stato in grado di valutare il legame tra forma del becco e comportamento alimentare in maniera più accurata rispetto a quanto fatto finora.

I risultati indicherebbero che l’associazione tra le forme dei becchi e l’ecologia alimentare degli uccelli è stata molto più complessa di quanto ci potessimo aspettare e che è necessario verificarne le relazioni più accuratamente. Nonostante esista un’associazione significativa tra becco e dieta prevalente, questa relazione è più debole di quanto si ritenesse finora. Infatti, ad esempio, molte specie con becchi di simile forma si nutrono in modi completamente diversi e con tipi di cibo altrettanto differenti.

Lo studio fa parte di un più ampio sforzo di ricerca da parte del team di ricercatori interazionali per comprendere meglio i principali motori dell’evoluzione del cranio negli uccelli. Questi risultati, sostengono gli autori, hanno importanti implicazioni anche per lo studio degli uccelli fossili: spesso l’ecologia degli uccelli estinti è stata dedotta proprio prevalentemente dalla forma del becco e pertanto potrebbe non essere così accurata come si pensa. Il becco si è evoluto come uno strumento versatile non solo per ottenere cibo, ma anche per svolgere molte altre funzioni, come l’emissione di canti e la termoregolazione (Pikaia ne ha parlato qui). Pertanto ipotizzare la forma del becco come frutto esclusivamente del comportamento alimentare ora risulta troppo riduttivo.

Questo studio mostra come siano necessarie molte più ricerche per comprendere appieno i fattori che hanno guidato (e  guidano tuttora) l’evoluzione della forma del becco.


Fonti:
Sam Van Wassenbergh, Simon Baeckens. Evolution of shape and leverage of bird beaks reflects feeding ecology, but not as strongly as expected. Evolution, 2019 DOI: 10.1111/evo.13686


Immagine: Francesco Veronesi from Italy [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons