Euphanerops riscrive la storia dell’evoluzione delle appendici pari

Un nuovo studio su un pesce senza mascelle del devoniano rivela nuovi scenari sull’origine delle appendici pari nei vertebrati, ipotizzando varie situazioni sperimentali iniziali piuttosto che una vera e propria evoluzione graduale

L’evoluzione dei vertebrati con mascelle dai loro antenati senza mascelle rappresenta uno dei momenti più importanti della storia evolutiva dei vertebrati. Durante questo episodio, sono avvenuti numerosi eventi di cambiamento genetico, morfologico e dello sviluppo. 
Oggi, i vertebrati senza mascelle, rappresentati solo da missine e lamprede, sono in numero assai minore rispetto ai vertebrati con mascelle (“pesci” e tetrapodi). Inoltre, essi sembrano veramente distanti a livello morfologico.
Capire come sono stati acquisti i tratti chiave dei vertebrati attuali è possibile solo guardando il record fossile, che può colmare il gap creato dalla distanza morfologica dei gruppi di vertebrati rimasti al giorno d’oggi. Un nuovo capitolo di questa emozionante avventura è stato aggiunto oggi grazie alla ridescrizione di Euphanerops, un vertebrato basale del Devoniano del Canada, filogeneticamente posto molto vicino al punto di separazione tra vertebrati con (gnatostomi) e senza (ciclostomi) mascelle.
Robert Sansom, Sarah Gabbot e Mark Purnell, dell’università di Manchester e Leicester hanno ripreso in mano molti degli individui conosciuti di Euphanerops e li hanno analizzati utilizzando varie tecniche di laboratorio, dallo studio al Sem, alla colorazione chimica, passando per l’uso di fotografie polarizzare e raggi X. Grazie a questo studio, è stato possibile rivalutare l’anatomia di questo animale, e scoprire che esso nascondeva un segreto davvero sorprendente.
Innanzitutto, da questo nuovo lavoro è evidente come una delle caratteristiche più famose di Euphanerops, ossia la presenza di una sorta di pinna mediana, pari, che si diparte dalla bocca fino all’ano, potrebbe essere in realtà potrebbe non esistere. Infatti, uno solo degli esemplari esaminati presenta questa struttura, mentre gli altri ne sono privi. Sansom et al., non giungono a considerazioni definitive, ma ricostruiscono l’animale senza tale struttura.
Una seconda pinna era stata riconosciuta nella porzione caudale e la sua presenza è stata verificata: esso dunque possiede una ben sviluppata pinna caudale, ipocerca, molto simile a quella delle lamprede. Oltre ad essa, la precedente descrizione di Euphanerops indicava la presenza di una pinna anale mediana, simile a quella di molti altri taxa. La buona conservazione di molti fossili ha permesso di riconoscere la posizione del tratto digerente e di seguire il suo sviluppo dalla bocca fino all’ano. Grazie ad esso, è stato possibile verificare che la pinna anale è veramente tale e come essa sia composta da elementi radiali.
Ma c’è di più. Esaminando vari esemplari, Sansom et al. hanno evidenziato come si possa osservare la presenza di due serie distinte, sovrapposte, di elementi radiali, e che dunque Euphanerops possiede non una singola pinna anale, mediana, ma una coppia di pinne anali! Una situazione mai vista in nessun’altro animale fin’ora conosciuto! Come Euphanerops usasse questo paio di pinne è ancora incerto, tuttavia è possibile un confronto con pesci attuali che possiedono pinne pari (in questo caso le pelviche) molto indietro, vicino alla coda, come il merluzzo o alcuni perciformi. 
Ma al di là del loro significato funzionale, la scoperta della presenza di pinne anali pari in Euphanerops apre nuovi quesiti evolutivi. Dal record fossile sappiamo che pinne pettorali pari erano presenti in molti osteostraci, così come in placodermi, acantodi e crow gnatostomi. Pinne pelviche pari si ritrovano a partire dai placodermi, mentre la presenza di pinna anale (sempre mediana e impari) è nota in vari anaspidi e in almeno un telodonte. Dunque, si pensava, fino ad oggi, che il possesso di pinne pari fosse una caratteristica piuttosto derivata, all’interno dell’albero evolutivo dei vertebrati.
 
Considerando che questo paio di pinne pari anali non può essere considerato omologo delle pinne pari (pettorali e pelviche) degli altri vertebrati, come si sono evolute le appendici pari, precursori di quelle che saranno poi gli arti dei tetrapodi? Sansom et al. provano a rispondere a questa domanda ipotizzando due scenari: uno, che pinne pari siano apparse in maniera indipendente in gruppi diversi, anche non per forza così affini tra di loro; due, che vi sia stata origine comune per tutte le appendici pari, e poi multipli episodi di perdita di l’una o l’altro paio.
 
La presenza di un paio di pinne anali in Euphanerops, secondo Sansom et al., supporterebbe l’idea della presenza di una sorta di plasticità morfologica nei primi vertebrati, che avrebbero “tentato” varie soluzioni anatomiche, piuttosto che evolvere in maniera graduale verso la forma standard attuale. Dopo l’estinzione di molti stem gnatostomi alla fine del Devoniano (osteostraci, telodonti, anaspidi, etc.), gli gnatostomi esibiscono quasi esclusivamente la forma standard, con due paia di pinne pari (pettorali e pelviche), e due pinne mediane, dorsale e anale.
In un intervista apparsa sul sito dell’Università di Manchester, il ricercatore inglese dice: “Non è chiaro perché in questo pesce le pinne siano posizione così indietro, o che vantaggio potessero dargli. Tuttavia, esse mostrano che i primi vertebrati sperimentarono largamente diversi tipi di piani corporei prima di arrivare allo standard due braccia e due gambe. Se non lo avessero fatto, oggi il nostro corpo poteva sembrare molto diverso!
Le recenti scoperti nel campo degli gnatostomi basali, così come in molti altri taxa fossili, sta rivelando strade inaspettate dell’evoluzione, facendoci capire come bizzarra e imprevidibile è la natura, e quanto ancora dobbiamo scoprire e studiare prima di riuscire ad avere una visione chiara dell’evoluzione della vita (e coglierne dunque la bellezza).
Marco Castiello
Riferimenti:
Sansom R. S., Gabbott S. E., Purnell M. A. 2013. Unusual anal fin in a Devonian jawless vertebrate reveals complex origins of paired appendages. Biology Letters 9:20130002. 
Immagine: 
Euphanerops with the anal fins visible near the tail. (Credit: Biology Letters)

Ringrazio Robert Sansom per avermi segnalato la notizia e inviato il suo articolo.