Evoluzione per rituale religioso

Cosa potranno mai avere a che fare i rituali religiosi umani con l’evoluzione per selezione naturale? Poco o nulla, risponderanno in molti, ma a volte i due argomenti si intersecano, come nel caso segnalato dalla rivista Biology Letters che ha per protagonisti gli indigeni messicani Zoque e i piccoli pesci della specie Poecilia mexicana. Sembra, infatti, che un antico rituale


Cosa potranno mai avere a che fare i rituali religiosi umani con l’evoluzione per selezione naturale? Poco o nulla, risponderanno in molti, ma a volte i due argomenti si intersecano, come nel caso segnalato dalla rivista Biology Letters che ha per protagonisti gli indigeni messicani Zoque e i piccoli pesci della specie Poecilia mexicana. Sembra, infatti, che un antico rituale religioso di queste popolazioni abbia guidato l’evoluzione di alcuni tratti in questo pesce.

Ma partiamo dal principio: da secoli, gli indigeni Zoque si recano nelle grotte di Cueva de Azufre per pregare le divinità sotterranee e raccogliere i loro doni, rappresentati proprio dai pesciolini, perfettamente adattati alla vita in assenza di luce. Il rituale prevede, infatti, che dopo le orazioni sia gettata nelle acque sulfuree delle grotte una miscela di radici di barbasco (Genere Lonchocarpus), che contiene una sostanza in grado di inibire la respirazione cellulare nei pesci, il rotenone. Una volta gettata in acqua la tossina, agli indigeni non resta che aspettare che i pesci vengano a galla e possano così essere facilmente raccolti per poi essere consumati come supplemento di proteine.

Ma a mettere i bastoni tra le ruote agli indigeni, ecco intervenire la selezione naturale: un gruppo di ricercatori guidato da Michael Toble della Oklahoma State University ha infatti verificato che i pesci residenti nella grotta e nelle acque a valle di questa sono decisamente più resistenti al rotenone rispetto alle popolazioni conspecifiche che si trovano a monte del luogo del rituale. In particolare, i pesci che hanno acquisito la forma di resistenza al barbasco riescono a nuotare oltre il 50% di tempo in più prima di perdere i sensi.

Sebbene non sia certamente il primo caso documentato in cui l’evoluzione di una specie viene guidata da una ‘selezione artificiale involontaria’ da parte dell’uomo,  ancora una volta viene mostrato come l’intervento della nostra specie possa influenzare fortemente le traiettorie evolutive delle altre forme di vita.

Andrea Romano

M. Tobler, Z.W. Culumber, M. Plath, K. O. Winemiller and G.G. Rosenthal, An indigenous religious ritual selects for reistance to a toxicant in a livebearing fish, Biology Letters, published online 8 September 2010, doi: 10.1098/rsbl.2010.0663

La foto è tratta dall’articolo originale