Evoluzione umana: mosaico sempre più complicato

Sequenziato il più antico genoma mitocondriale di ominide bipede: emergono affinità genetiche inaspettate tra l’uomo di Denisova e le specie di Homo che vivevano in Europa Occidentale

Dopo il sequenziamento del genoma del Neanderthal (Pikaia ne ha parlato qui) e di quello dell’uomo di Denisova (Pikaia ne ha parlato qui e qui), Svante Pääbo, l’ormai celeberrimo paleogenetista svedese del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, ha colpito ancora. La rivista Nature ha infatti pubblicato nel numero odierno i risultati del sequenziamento del genoma mitocondriale di un ominide bipede, risalente a circa 400.000 anni che viveva nella regione della Sierra de Atapuerca (in particolare a ‘Sima de los Huesos’): il DNA è stato estratto da diversi fossili formalmente attribuiti ad Homo heidelbergensis (anche se presentano numerosi tratti in comune con H. neanderthalensis). 

Oltre ad essere in assoluto il DNA umano più antico mai sequenziato finora, la ricerca fornisce importanti sorprese. H. heidelbergensis è infatti ritenuto il possibile antenato comune tra H. sapiens e H. neanderthalensis, ma i risultati dell’analisi genomica mischiano le carte in tavola. Il suo genoma mostra elevate affinità con gli uomini di Denisova, specie scoperta nel 2010, vissuta circa 40.000 anni or sono (mentre l’antenato comune con i Neanderthal è stimato intorno ai 700.000 anni fa), nella regione dei Monti Altai, in Siberia, e non ancora nominata ufficialmente. 

Rinvenire una tale somiglianza con il DNA dell’uomo di Denisova ad oltre 7.500 km di distanza è stata certamente una sorpresa che, come hanno notato diversi esperti, complica ancora più lo scenario dell’evoluzione umana nel corso dell’ultimo mezzo milione di anni. Se si considera anche il recente ritrovamento dei crani a Dmanisi (Pikaia ne ha parlato qui), che suggerivano la possibilità che quelle che erano ritenute diverse antiche specie di ominidi bipedi in realtà possano essere una sola, il mosaico del passato umano diventa ancora più aggrovigliato.

Nonostante questo, però, lo studio è stato possibile grazie ad una nuova tecnologia per il sequenziamento del DNA antico e molto danneggiato, che apre le porte a future indagini al fine di rendere più chiare le relazioni filogenetiche tra uomo moderno, uomo di Neanderthal e i loro progenitori.


Riferimenti:
Matthias Meyer, Qiaomei Fu, Ayinuer Aximu-Petri, Isabelle Glocke, Birgit Nickel, Juan-Luis Arsuaga, Ignacio Martínez, Ana Gracia, José María Bermúdez de Castro, Eudald Carbonell, Svante Pääbo. A mitochondrial genome sequence of a hominin from Sima de los Huesos. Nature, 2013; DOI: 10.1038/nature12788

Immagine: Javier Trueba/Madrid Scientific Films