Fiori, insetti e predatori. Una storia di selezione

Uno studio svedese getta nuova luce sui rapporti fra impollinatori ed erbivori nel modellare la variabilità genetica e fenotipica delle piante

Il clima e altri fattori geografici giocano un ruolo importante nella biodiversità delle popolazioni naturali di piante ma non sono gli unici elementi ambientali a influire sulla loro composizione genetica e fenotipica. Le piante con fiori sono infatti al centro di una fitta rete di interazioni mutualistiche e antagonistiche con insetti impollinatori, insetti che si nutrono di semi ed erbivori che ne condizionano l’adattamento. 
Un gruppo di ricercatori delle università di Uppsala e Stoccolma ha studiato queste interazioni prendendo come modello popolazioni di Primula farinosa che crescono sull’isola baltica di Öland, al largo della Svezia, e che presentano due diverse forme: una a gambo corto, coi fiori vicini al terreno, e una a gambo lungo, i cui fiori sono più in vista. I risultati di questo studio, pubblicati su PNAS, mostrano dati provenienti da otto anni di esperimenti e osservazioni sul campo, tramite i quali i ricercatori hanno cercato di valutare il peso delle interazioni mutualistiche – quelle fra piante e impollinatori – e antagonistiche – quelle delle piante con erbivori e insetti che si nutrono di semi – nel modellare l’evoluzione a breve termine delle primule. 
Hanno così scoperto che le variazioni locali nella pressione selettiva causata dai predatori e nell’intensità dell’impollinazione hanno una forte influenza sul successo riproduttivo delle due forme di primula: la primula dal gambo lungo è infatti favorita da una maggior attività degli insetti impollinatori, che attrae più facilmente. Al tempo stesso, però, questa varietà costituisce un bersaglio più appetibile per i predatori, quindi una maggiore pressione causata da erbivori e mangiatori di semi finisce col favorire la varietà a gambo corto. 
Poiché il dimorfismo delle primule ha basi genetiche, le variazioni, anche su brevi distanze, nelle frequenze di impollinazione e predazione influiscono anche sul genotipo di queste piante, innescando cambiamenti genetici e fenotipici su piccola scala che si sviluppano in tempi evolutivamente rapidi. 
Michele Bellone
Crediti immagine: Enrico Blasutto, Wikimedia Commons