Gli Inuit “di Denisova”

Lo studio del genoma delle popolazioni Inuit ha mostrato una forte somiglianza con quello dell’uomo di Denisova, nelle regioni associate alla resistenza alle basse temperature

Ogni volta che il termometro si avvicina o scende sotto lo zero, ci viene da chiederci come sia possibile che, in regioni del mondo decisamente più fredde, ci siano persone in grado di resistere tranquillamente a climi molto più rigidi.

È il caso, ad esempio, degli Inuit, che abitano nelle zone più settentrionali della Terra da migliaia di anni, affrontando senza difficoltà temperature che, alle nostre latitudini, sono ben più che eccezionali.

Da cosa dipende questa capacità e da dove e da chi proviene sono domande che hanno a lungo tormentato gli scienziati. L’origine degli Inuit, infatti, è controversa e non è ancora chiaro come e quando l’uomo sia arrivato a colonizzare quelle regioni (Tempo fa, Pikaia ne ha parlato qui)

Una prima risposta è arrivata nel 2015, grazie all’analisi genomica di questa popolazione, che ha portato ad etichettare come cruciali due geni, chiamati TBX15 e WARS2, associati ad alcuni tratti responsabili della distribuzione del grasso corporeo e della risposta del corpo umano al freddo.

Di fronte a questi risultati, un team di ricerca guidato da Fernando Racimo, del New York Genome Center ha iniziato a ipotizzare e verificare da dove provenissero queste varianti genetiche così preziose. Per farlo, ha incrociato i dati genetici di circa 200 Inuit della Groenlandia con quelli del “1000 Genomes Project” e con quelli degli uomini di Neanderthal e di Denisova. Naturalmente, l’attenzione si è focalizzata sulla regione contenente i due geni in questione.

L’analisi ha mostrato che questa sequenza è significativamente dissimile dalle analoghe sequenze genomiche degli esseri umani attuali, in particolare di quelli africani, dove queste varianti risultano pressoché assenti. Maggiori vicinanze, seppur limitate, si riscontrano con il DNA di popolazioni euroasiatiche, ma la somiglianza maggiore risulta essere di gran lunga quella con la stessa regione del genoma denisovano.

Se confermati, quindi, questi dati delineerebbero un processo assolutamente paragonabile a quello che ha portato all’adattamento all’altitudine dei popoli tibetani, tratto ereditato direttamente dall’uomo di Denisova (Pikaia ne ha parlato qui)

In definitiva, lo studio di Racimo fornisce ulteriori prove a supporto del non raro incrocio tra la nostra e altre specie arcaiche e dei numerosi vantaggi che questo meticciato ha portato all’essere umano moderno.



Fonte:
Greenlandic Inuit show genetic signatures of diet and climate adaptation. Science, 2015; 349 (6254): 1343 DOI: 10.1126/science.aab2319

Immagine da Wikimedia Commons