Gli spostamenti dei marinai neolitici sono responsabili della diffusione della sedentarietà

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Nuove indicazioni di genetica di popolazioni e paleogenetica hanno aiutato a capire come la cultura sedentaria neolitica, dedita all’agricoltura e all’allevamento, si sia diffusa dal Levante nel resto d’Europa grazie agli spostamenti dei marinai dell’epoca

Il Neolitico segna il passaggio da una cultura prettamente nomade, in cui l’unico mezzo di sostentamento dell’uomo era rappresentato dalla caccia, ad una società che inizia a sviluppare l’agricoltura e l’allevamento. Come conseguenza le popolazioni svilupperanno una maggiore sedentarietà che porterà alla nascita di villaggi e città e dell’organizzazione sociale che conosciamo oggi. Queste pratiche hanno avuto origine circa 12.000 anni fa nell’area del Levante, che comprende gli odierni Israele, Siria, Giordania e il Sud della Turchia. Quello che però è rimasto a lungo poco chiaro è stato capire se si è trattato di una diffusione culturale, in cui cioè è stata l’idea dell’agricoltura a diffondersi tra popolazioni vicine, oppure se ha avuto luogo una diffusione demica, ossia una migrazione di popolazioni che hanno portato con loro le nuove abitudini.
Due recenti articoli hanno offerto supporto a questa seconda ipotesi. Grazie infatti alla genetica di popolazione e alla paleogenetica umana, marker genetici specifici per determinate popolazioni sono stati utilizzati per seguire gli spostamenti dei diversi popoli durante il neolitico, ed in entrambi i casi i risultati sono concordi nell’indicare che si è trattato di una diffusione avvenuta grazie alla migrazione via mare delle popolazioni presenti nella regione del Levante.
Nell’articolo di Paschou et al., pubblicato su PNAS, è stata analizzata la distribuzione di polimorfismi del DNA in 32 popolazioni attualmente presenti nelle regioni dell’Anatolia, delle coste mediterranee e dell’Europa continentale. Seguendo poi l’andamento della distribuzione di questi polimorfismi nelle diverse popolazioni, è stato possibile capire il flusso genico e, di conseguenza, il flusso migratorio in queste regioni. Tali risultati suggeriscono che la diffusione demica è avvenuta via mare a partire dall’Anatolia, passando attraverso il Dodecanneso, Creta e la costa dell’Europa del Sud. 
Questi dati trovano supporto nell’articolo di Fernandez et al., pubblicato su Plos Genetics, in cui è stato esaminato il DNA mitocondriale di 63 scheletri ritrovati in 3 siti archeologici della Siria. La comparazione di questo set di dati a quelli disponibili per altre popolazioni neolitiche europee e anche a quelli provenienti da popolazioni moderne del Sud-Est Europeo e del Medio Oriente suggeriscono che i primi agricoltori neolitici sono entrati in Europa seguendo rotte marittime attraverso Cipro e le isole Egee.
Entrambi gli studi quindi indicano che la cultura sedentaria neolitica si è diffusa grazie agli spostamenti dei marinai che hanno portato con loro il proprio bagaglio culturale, influenzando in questo modo le popolazioni raggiunte via mare.
Daria Graziussi
Riferimenti:
Fernández E et al. (2014) Ancient DNA Analysis of 8000 B.C. Near Eastern Farmers Supports an Early Neolithic Pioneer Maritime Colonization of Mainland Europe through Cyprus and the Aegean Islands. PLoS Genetics 10(6): e1004401. doi:10.1371/journal.pgen.1004401
P. Paschou, P. et al., Maritime route of colonization of Europe. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2014; DOI: 10.1073/pnas.1320811111
Immagine da Fernández E et al. (2014)