Homo floresiensis: ritrovati resti di un probabile antenato datati 700.000 anni fa

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La recente scoperta di reperti archeologici su Flores sembra indicare che gli antenati dell’Hobbit siano arrivati sull’isola indonesiana molto prima di quanto finora creduto. Questo confermerebbe che abbiamo a che fare con una specie distinta da H. sapiens

Da diversi anni si discute su quale sia l’origine di Homo floresiensis, che si fa risalire al Pleistocene e di cui fino a questo momento erano noti soltanto alcuni ritrovamenti effettuati nella caverna di Liang Bua, nell’isola indonesiana di Flores. Questi ominidi bipedi, soprannominati Hobbit per la loro statura (poco più di un metro) avevano anche dimensioni cerebrali ridotte, di circa 380 cc. Mentre sembra ormai affermarsi l’idea che si tratti di una specie a sé stante, discendente da H. erectus e contraddistinta da dimensioni corporee e cerebrali ridotte, per alcuni studiosi rimane il dubbio che si tratti semplicemente un esemplare di H. sapiens affetto da una malattia come la sindrome di Down, il cretinismo o altre condizioni caratterizzate da microcefalia.

Uno studio recente, condotto da una équipe internazionale guidata da Gert van den Bergh dell’Università di Wollongong, in Australia, ha riportato i risultati delle analisi effettuate su una serie di fossili estratti dal sito paleoantropologico di Mata Menge, nella regione di So’a a Flores. I campioni analizzati consistono in un frammento di mandibola e sei denti, tutti di dimensioni ridotte e appartenenti ad almeno tre individui diversi. Le analisi svolte sui reperti, le cui descrizione e implicazioni sono state pubblicate in due articoli (1, 2) sull’ultimo numero della rivista Nature, hanno stabilito che l’età dei reperti è di almeno 700.000 mila anni, molto più antica rispetto all’esemplare di Liang Bua (dai 100 ai 60 mila anni fa).

È stato stabilito che i fossili sono appartenenti senza ombra di dubbio alla tribù degli Hominini; da un confronto con altre specie, è risultato che le loro caratteristiche morfologiche sono molto più simili a quelle di H. floresiensis piuttosto che ad Australopithecus o H. habilis. In particolare, la forma dei denti suggerisce che questa specie derivi da un’antica popolazione di H. erectus arrivata dall’Asia e rimasta segregata sull’isola di Flores, acquisendo in seguito le proprie dimensioni ridotte come conseguenza del nanismo insulare. Il risultato forse più sorprendente è che tali dimensioni siano state conseguite in tempi così remoti.

Secondo van der Bergh, questi reperti hanno importanti implicazioni per la nostra comprensione di come il genere Homo si è diffuso ed evoluto nella regione, e mettono a tacere una volta per tutte gli scettici convinti che H. floresiensis non fosse altro che un H. sapiens affetto da una patologia.

La presenza su Flores di oggetti lavorati in pietra e risalenti ad almeno un milione di anni fa è stata documentata nel 2010 e implica che specie ‘umane’ vi siano arrivate almeno 300.000 anni prima rispetto all’età dei fossili di Mata Menge. La differenziazione che ha portato alle caratteristiche anatomiche di H. floresiensis deve essere dunque avvenuta in questi 300.000 anni; in alternativa, la speciazione può essere avvenuta in un altro luogo, intermedio tra l’Asia e l’isola di Flores.

Questo potrebbe chiarire ad esempio il ritrovamento, avvenuto nell’isola di Sulawesi situata a nord di Flores, di reperti litici risalenti almeno a 118.000 anni fa e che precedono la colonizzazione dell’isola da parte di H. sapiens di oltre 50.000 anni. Tali reperti, documentati anch’essi da van den Bergh, potrebbero essere stati fabbricati da una stirpe di Hominini arrivata su Sulawesi prima di H. sapiens e successivamente trasferitasi su Flores. Per stabilire con ulteriore certezza quale sia la storia evolutiva dell’uomo di Flores occorrerà effettuare altri scavi e analizzare ulteriori reperti, sia a Mata Menge sia in siti più profondi.



Riferimenti:

– Gerrit D. van den Bergh et al. 2016. Homo floresiensis-like fossils from the early Middle Pleistocene of Flores. Nature 534, 245-248; doi:10.1038/nature17999
– Adam Brumm et al. 2016. Age and context of the oldest known hominin fossils from Flores. Nature 534, 249-253; doi:10.1038/nature17663

Immagine della NCSSM / licenza CC BY-NC-SA 2.0