I benefici maschili del cannibalismo sessuale

Il comportamento di alcuni ragni, che si lasciano spontaneamente cannibalizzare dalle femmine dopo la copula, sembra essere evoluto per dare maggiori chance di sopravvivenza alla progenie

In un articolo del 2013, un gruppo di ricerca afferente alle università di Nebraska-Lincoln e di Gonzaga (Washington) descriveva il comportamento di Dolomedes tenebrosus; si tratta di un ragno che esibisce un chiaro dimorfismo sessuale (le femmine sono lunghe circa il doppio). Subito dopo l’accoppiamento, il maschio si raggomitola e muore, lasciandosi divorare dalla partner. Ora, gli stessi ricercatori hanno pubblicato un altro studio sulla rivista Current Biology, nel quale mostrano come il sacrificio maschile sembri aumentare il numero, le dimensioni e le possibilità di sopravvivenza della prole.

Infatti, la ricerca riporta che, rispetto a quelle che non cannibalizzano il maschio, le femmine di D. tenebrosus che si nutrono del loro compagno generano una covata che contiene in media il doppio di figli, e che questi ultimi crescono fino al 20% in più e vivono circa il 50% più a lungo. Il professor Steven Schwartz, primo autore dello studio, ha deciso di verificare se il consumo di un grillo delle stesse dimensioni del maschio da parte della femmina potesse migliorare le qualità della progenie, ma non è stato osservato alcun effetto rilevabile. Il maschio deve dunque contenere una o più sostanze concentrate nel proprio corpo che hanno un valore nutritivo particolare per la femmina fecondata.

Dopo l’accoppiamento, nel maschio si assiste al rigonfiamento di un bulbo all’interno dei pedipalpi, degli organi che nei ragni consentono di introdurre lo sperma all’interno della femmina. Questo bulbo resta rigonfio mentre il maschio si rannicchia e porterebbe comunque all’arresto del suo cuore anche se la femmina non lo mangiasse. Queste caratteristiche del maschio sembrano estreme e controselezionate, poiché danno modo alle femmine di accoppiarsi anche con altri maschi. Schwartz e collaboratori hanno provato a darne diverse spiegazioni.

Date le dimensioni preponderanti della femmina, qualunque resistenza del maschio al cannibalismo si rivelerebbe probabilmente inutile; si pensa che questo inevitabile destino sia stato ottimizzato in risposta al fatto che, in molte specie, il primo maschio ad accoppiarsi con la femmina feconda molte più uova rispetto ai partner sessuali successivi. In un simile scenario, sopravvivere alla copula perderebbe d’importanza, perché dopo qualche tempo la probabilità di trovare una femmina che non si sia ancora accoppiata diminuisce progressivamente. Anche se questo fenomeno non è stato confermato in D. tenebrosus, secondo gli autori dello studio i maschi sembrano mostrare una predilezione per le femmine vergini.

La maggior parte degli studi sul cannibalismo sessuale, che riguardano altri ragni e mantidi, non ha mostrato effetti sulla progenie. Tuttavia, la conoscenza riguardo a questo e altri comportamenti di sacrificio animale hanno finora riguardato un numero molto limitato di categorie tassonomiche osservate in condizioni particolari. Ampliare le ricerche ad altre situazioni e altri taxa è necessario prima di trarre conclusioni generali.


Fonte:
Steven K. Schwartz, S.K., Wagner Jr., W.E., Hebets, E.A., Males Can Benefit from Sexual Cannibalism Facilitated by Self-Sacrifice, Current Biology (2016), doi:10.1016/j.cub.2016.08.010

Immagine di Rob Swatski, licenza CC BY-NC 2.0