I colori degli antichi rettili marini

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Documentata la presenza di melanina nella pelle di diversi antichi rettili marini: probabile evoluzione convergente dovuta alla sua funzione nella termoregolazione

Rinvenute le evidenze della presenza massiccia di melanina e di melanosomi, gli organelli che producono questo pigmento, nella pelle di alcuni resti fossili di rettili molto antichi e non strettamente imparentati tra loro: si tratta di un ittiosauro risalente a oltre 190 milioni di anni fa, un mosasauro vissuto circa 85 milioni di anni fa e una tartaruga liuto che nuotava negli oceani alcuni milioni di anni dopo l’estinzione di massa dei dinosauri, datata 65 milioni di anni or sono. 
Secondo gli autori della scoperta, pubblicata sull’ultimo numero di Nature, la presenza di melanina nella pelle di questi rettili marini ne segnalerebbe il loro colore scuro e ne suggerisce pertanto una probabile funzione legata alla termoregolazione corporea. Il colore scuro determina, infatti, l’accumulo di calore, utile in particolare agli animali ectotermi, ovvero quelli non in grado di regolare autonomamente la propria temperatura corporea, quali i rettili. Grazie a questo adattamento, molti rettili marini riuscirono probabilmente a colonizzare le acque fredde, prima per loro inabitabili. 
La lontananza filogenetica delle specie in questione rivela inoltre che la funzione termoregolativa della melanina sarebbe il frutto di un’evoluzione convergente nelle diverse linee evolutive di rettili marini. 
Riferimenti:
Johan Lindgren, Peter Sjövall, Ryan M. Carney, Per Uvdal, Johan A. Gren, Gareth Dyke, Bo Pagh Schultz, Matthew D. Shawkey, Kenneth R. Barnes, Michael J. Polcyn. Skin pigmentation provides evidence of convergent melanism in extinct marine reptiles. Nature, 2014; DOI: 10.1038/nature12899
Credit image: Illustration by Stefan Sølberg