I Neanderthal centro-europei che hanno colonizzato la Siberia

Le popolazioni di uomini di Neanderthal dell’Europa centrale e occidentale hanno colonizzato la Siberia, sostituito le popolazioni locali e sono stati i progenitori delle popolazioni che hanno vissuto in tutto il continente fino all’estinzione della specie


Dai Neanderthal (Homo neanderthalensis) dell’Europa centro-occidentale si sono originate le popolazioni che hanno popolato l’Europa e l’Asia occidentale nell’ultimo periodo di storia di questa specie umana. Secondo questa scoperta, pubblicata su Science, la sostituzione delle popolazioni preesistenti  sarebbe stata relativamente graduale.

Nel 2018, nella già nota località di Denisova, in Russia, fu rinvenuto un frammento osseo appartenente ad una adolescente con madre denisovana e padre neanderthaliano, risalente a 90.000 anni fa (Pikaia ne ha parlato qui). L’analisi genomica mostrò che la linea neanderthaliana era più simile ai conspecifici centro-europei che ai resti di Neanderthal ritrovati nella vicina località siberiana dei monti Altaj, risalenti a 120.000 anni fa. Tra i ricercatori, iniziò quindi a circolare la teoria di una migrazione dall’Europa centrale verso i territori orientali, che avrebbe sostituito le popolazioni residenti.

Per verificare questa ipotesi, un gruppo ricerca tedesco e belga, guidato dai ricercatori del Max Planck Institute for the Science of Human History di Jena, Germania, ha analizzato i resti di due Homo neanderthalensis provenienti dai siti di Hohlenstein-Stadel, in Germania, e Stadel, in Belgio, risalenti a 120.000 anni fa. Da questi individui, gli autori hanno estratto il DNA nucleare e mitocondriale da denti e ossa. Le tracce di vicinanza genetica sono state ricercate calcolando la proporzione di nucleotidi diversi in sequenze di DNA simili.

L’analisi del DNA nucleare ha confermato il legame genetico tra le popolazioni europee e siberiane vissute dopo gli uomini di Altaj. I dati, quindi, confermano l’ipotesi che vede nei Neanderthal centro europei i progenitori delle popolazioni tardo neanderthaliane. I Neanderthal centro-europei erano contemporanei degli uomini di Altai, ma intorno a 90-100.000 anni fa sarebbero migrati verso l’Europa dell’est, stabilendosi nei nuovi territori e sostituendo le popolazioni residenti, imparentate con gli uomini discendenti degli uomini di Altai.

Diversamente dal DNA nucleare, il DNA mitocondriale mostra però continuità tra le popolazioni siberiane. Inoltre, i due individui europei danno segni di divergenza, sempre a livello mitocondriale. Per gli autori la divergenza tra gli individui europei può significare la presenza in epoche passate di un’altra popolazione neanderthaliana, oggi sconosciuta, che vedrebbe nei resti analizzati in questa ricerca e nei tardo neanderthaliani i loro discendenti. Ma non solo. I ricercatori sono entusiasti della continuità mitocondriale tra i resti siberiani, perché in netto contrasto con la turbolenta storia dei rimpiazzi, delle commistioni su larga scala e delle estinzioni che si osservano nella moderna storia umana.


Riferimenti:
Stéphane Peyrégne et al. 2019. Nuclear DNA from two early Neandertals reveals 80,000 years of genetic continuity in Europe. Science Advances 5 (6): eaaw5873; doi: 10.1126/sciadv.aaw5873


Immagine:
Reconstructed skull of a Homo neanderthalensis.  Maunus at English Wikipedia. Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license. Via Wikimedia Commons.