I paralleli fra genetica e cultura nella storia dell’uomo

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Il più dettagliato studio condotto finora sul DNA preistorico umano ha svelato nuovi dettagli sulla storia evolutiva dei nostri antenati

Un articolo pubblicato a inizio ottobre su Science ha gettato nuova luce sulle migrazioni dei nostri antenati preistorici che hanno plasmato la storia genetica dei moderni europei. Lo studio, frutto di una collaborazione fra l’università di Adelaide, l’università di Manz, lo State Heritage Museum di Halle e il Progetto Genografico della National Geographic Society, era basato sull’analisi del DNA mitocondriale (mtDNA) ottenuto dai denti e dalle ossa di 364 scheletri umani preistorici. Dal punto di vista della quantità di campioni analizzati si tratta del più grande lavoro condotto su DNA umano preistorico. Ciò ha consentito di tracciare una cronologia genetica estremamente dettagliata del periodo compreso fra 7500 e 3500 anni fa, cioè dal periodo dei primi agricoltori fino all’inizio dell’Età del Bronzo.
I risultati ottenuti hanno evidenziato la grande complessità delle dinamiche migratorie che hanno caratterizzato sia l’Europa occidentale sia quella orientale e che hanno portato due culture in particolare – i Bell Beaker e i Corded Ware, nominati così sulla base dei tipi di vaso che hanno prodotto – a ricoprire un ruolo di primo piano nel dare forma all’assetto genetico tipico dell’Europa centrale.
Lo studio ha anche rivelato quattro significative fasi di cambiamento nella composizione genetica che sono state confrontate con i cambiamenti culturali dedotti dagli studi archeologici; sono stati così scoperti affascinanti paralleli fra evoluzione genetica ed evoluzione culturale, come l’alternarsi di sviluppo e stasi della cultura agricola in relazione a fattori economici o ambientali.
Lo studio rappresenta un importante passo avanti nella comprensione della storia evolutiva umana, sia per la sua forte associazione con i dati archeologici, sia perché ha consentito di ricostruire cambiamenti che non sarebbe stato possibile inferire dalla nostra moderna struttura genetica.
Michele Bellone
Riferimenti:
Guido Brandt, Wolfgang Haak, Christina J. Adler, Christina Roth, Anna Szécsényi-Nagy, Sarah Karimnia, Sabine Möller-Rieker, Harald Meller, Robert Ganslmeier, Susanne Friederich, Veit Dresely, Nicole Nicklisch, Joseph K. Pickrell, Frank Sirocko, David Reich, Alan Cooper, Kurt W. Alt, the Genographic Consortium. Ancient DNA Reveals Key Stages in the Formation of Central European Mitochondrial Genetic Diversity. Science, 2013 DOI: 10.1126/science.1241844
Immagine: (Credit: © Malgorzata Kistryn / Fotolia)