I pulcini contano come noi?

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I pulcini, come gli essere umani, ordinano le grandezze numeriche lungo una linea crescente da sinistra a destra. Questa preferenza potrebbe essere causata dall’asimmetrica suddivisione dei compiti a livello dell’encefalo

È ormai appurato che la matematica non sia una faccenda per soli esseri umani; ma come avviene la rappresentazione mentale delle grandezze? La maggior parte di noi si figura le numerosità collocandole, in modo automatico, lungo una linea immaginaria in ordine crescente da sinistra a destra: la così detta “linea numerica mentale”. Questa caratteristica, che sembra essere innata e del tutto indipendente dalla cultura d’appartenenza e dall’educazione matematico-linguistica impartita nei primi anni di vita, non è però peculiare della nostra specie. Una simile attitudine è stata infatti mostrata anche nei nostri parenti più prossimi, gli scimpanzé, e ora anche nei pulcini. Ebbene sì, anche i comuni polli si immaginano le grandezze scalari secondo i nostri stessi criteri (ordine crescente, da sinistra a destra) e a dimostrarlo è uno studio tutto italiano, condotto da un gruppo di ricercatori del CIMeC (Centro Mente e Cervello) e pubblicato sull’ultimo numero di Science.

In questo studio pulcini di tre giorni d’età sono stati addestrati a ricercare il cibo dietro a dei piccoli pannelli (il target) aventi un numero di puntini neri uguale a cinque. Al termine del periodo d’allenamento, i pulcini “abituati” a ricercare il premio dietro ai pannelli target, sono stati posizionati davanti a due nuovi pannelli aventi un numero di puntini neri  inferiore (in questo caso, due) rispetto al pannello usato durante l’addestramento. I pulcini, davanti a questa scelta, si dirigevano verso il pannello di sinistra ossia verso la posizione “normale” della grandezza “2” la cui numerosità è inferiore rispetto alla grandezza “5”. Nella seconda parte dell’esperimento, gli stessi pulcini sono stati posizionati anche davanti ad altri due pannelli che però, in questo secondo caso, avevano un numero superiore di puntini neri rispetto al target di riferimento (otto puntini nello specifico). Oltre il 70% dei pulcini, posto davanti a questo bivio, ha esplorato il pannello di destra ossia il pannello avente la posizione “giusta” lungo la linea numerica mentale del pulcino. Gli stessi risultati sono stati ottenuti durante i test compiuti su un altro gruppo di pulcini addestrati ad avere come target un pannello con 20 puntini neri; in questo secondo esperimento si è manifestata ancora la tendenza dei pulcini a dirigersi verso i pannelli collocati a sinistra, o a destra, a seconda del numero di punti riportati e rispetto al pannello target. È interessante osservare come, anche in questo secondo esperimento, i pulcini sono stati posti di fronte a due pannelli aventi otto punti ciascuno ma, in questo caso, visto il numero ridotto di punti in confronto al pannello d’addestramento, si sono diretti verso sinistra e non verso destra come nel primo esperimento.

Da cosa dipende questa direzionalità? Perché, data una grandezza numerica definita, una numerosità inferiore è “naturalmente” posta alla sua sinistra e una maggiore alla sua destra? La spiegazione, secondo gli studiosi, è da ricercare nell’asimmetria della suddivisine dei compiti a livello dell’encefalo; questa è caratterizzata da una spiccata asimmetria che, evolutivamente parlando, risulta essere una condizione molto antica e comune nel raggruppamento dei vertebrati. L’emisfero destro è responsabile, tra le altre cose, dell’elaborazione delle informazioni visivo-spaziali e numeriche giustificando la tendenza a focalizzare a sinistra l’attenzione. Questo esperimento sembra quindi dimostrare che la capacità di “mappare” le grandezze numeriche nello spazio sia innata e che la sua origine sia profondamente radicata nell’architettura del sistema nervoso degli animali.

 

Riferimenti:
Rugani, G. Vallortigara, K. Priftis, L. Regolin. Number-space mapping in the newborn chick resembles humans mental number line. Science, 2015 January 30. Doi: 10.1126/science.aaa1379

Credit image: HerbertT (original); edit by Waugsberg, via Wikimedia Commons