Il cromosoma Y ci svela la storia evolutiva degli aborigeni australiani

Il cromosoma Y degli aborigeni australiani e papuani ha cominciato a divergere 50000 anni fa da quello degli euroasiatici; l’antico continente Sahul sarebbe, quindi, stato colonizzato molto tempo fa e le sue popolazioni sarebbero rimaste isolate fino a tempi molto recenti

Sahul è un continente antico, costituito dalle odierne Australia, Tasmania e Papua Nuova Guinea e si pensa che le prime colonizzazioni umane risalgano a circa 47.000 anni fa. In effetti, è stato considerato une delle prime regioni ad essere stata popolata dall’uomo, una volta fuoriuscito dall’Africa (Pikaia ne ha parlato qui e qui). Tuttavia, informazioni sulle successive colonizzazioni, avvenute ancor prima del periodo coloniale europeo, sono abbastanza scarse. È stato ipotizzato che nell’olocene intermedio (4-6000 anni fa), ci fosse stato un significativo influsso culturale in Australia, da parte dei popoli del sud asiatico. Alcune prove a favore di questa idea sarebbero i primi ritrovamenti fossili del dingo (Canis lupus dingo) (da ricollegarsi a nuove ondate migratorie dall’Asia), l’espansione e sviluppo delle lingue Pama-Nyunga e nuovi strumenti in pietra che le popolazioni native australiane avrebbero cominciato ad utilizzare (Pikaia ne ha parlato qui e qui). Inoltre, è stato suggerito un flusso genico dall’Asia meridionale all’Australia (la presenza di una linea del cromosoma Y, definita come aplogruppo C, nelle popolazioni di entrambi i continenti andrebbe a sostegno di questa ipotesi, il cui antenato comune sarebbe di 5000 anni fa). Tutti questi eventi sarebbero grossomodo coincidenti e risalirebbero proprio a circa 5000 anni fa.

Tuttavia, un recente studio, pubblicato su Current Biology, è giunto a conclusioni in disaccordo con questa ipotesi del flusso genico intorno a 5000 anni fa, in riferimento al cromosoma Y, tra Asia meridionale e Australia. Attraverso il sequenziamento del cromosoma Y (il campione contava 144 aborigeni australiani, 1244 campioni da 26 popolazioni non australiane e 12 campioni dalla Papua Nuova Guinea), i risultati hanno mostrato che circa il 70% degli aborigeni australiani presentava l’intero cromosoma Y di origine euroasiatica (di cui il 59% di origine europea), al seguito delle colonizzazioni euroasiatiche degli ultimi 200 anni. Inoltre, grazie alla elaborazione di un albero filogenetico, si è osservato che i cromosomi Y dei gruppi di Australia e Papua Nuova Guinea apparterrebbero a due cladi monofiletici, entrambi separatisi dal gruppo del cromosoma Y dell’Asia meridionale, almeno 50-54.000 anni fa, in accordo con le testimonianze paleoarcheologiche.

Nei risultati di questo studio, mancherebbe poi un’evidenza del flusso genico tra Australia e Asia del sud, almeno fino alle recenti colonizzazioni euroasiatiche, nonostante la presenza del dingo sia, comunque, una prova di un possibile contatto con popolazioni straniere. Gli abitanti di Sahul sarebbero quindi rimasti isolati dal resto dell’umanità per quasi 50.000 anni. Gli autori hanno inoltre suggerito che il miglioramento della tecnologia sul sequenziamento possa essere stata una possibile causa di questa discrepanza tra i loro risultati e quelli precedenti che avevano ipotizzato un flusso genico intorno a 5000 anni fa. Nonostante si sappia qualcosa in più sul tempo di divergenza tra aborigeni/papuani e euroasiatici, informazioni sulla storia evolutiva dei primi e degli eventuali scambi genetici tra questi sono ancora insufficienti. Gli autori hanno ipotizzato un’antica separazione tra le popolazioni australiane e papuane, successiva alla precedente con gli euroasiatici, ma maggiori prove a sostegno di tale ipotesi sono necessarie. Inoltre, un flusso genico tra Australia e Papua Nuova Guinea sarebbe plausibile, dal momento che queste regioni sono separati dai soli 150 km dello Stretto di Torres.

Concludendo, i risultati hanno suggerito che il cromosoma Y degli aborigeni e papuani sia diverso da quello delle popolazioni dell’Asia meridionale. Gli autori sono, inoltre, in accordo con l’ipotesi di una colonizzazione decisamente antica del continente Sahul, contestando, invece, quella di un flusso genico tra Asia meridionale e Australia, che si pensava fosse avvenuto all’incirca 5000 anni fa. Quindi, grazie a questo studio, è stato possibile approfondire la storia evolutiva dell’uomo in questo antico continente.


Riferimenti:
Bergstrom A. et al. (2016). Deep Roots for Aboriginal Australian Y Chromosomes. Current Biology, 26 :1-5

Graham Crumb/Imagicity.com [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons