Il mutualismo che non ti aspetti: pipistrelli e piante carnivore

Alcune piante carnivore riflettono gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli, attraendoli: gli animali trovano un rifugio sicuro nelle loro ‘bocche’ e le piante vengono fertilizzate dalle deiezioni dei chirotteri

Le relazioni mutualistiche tra animali e piante costituiscono una componente fondamentale nel plasmare gli ecosistemi mondiali. In queste interazioni inter-specifiche, solitamente le piante segnalano la loro presenza prevalentemente mediante l’utilizzo di colori e/o odori che attirano gli animali, solitamente insetti, verso di loro. In alcuni casi, però, la selezione naturale ha promosso l’evoluzione di una comunicazione di tipo acustico tra piante e animali.

Un caso di questo tipo è stato recentemente descritto in un articolo pubblicato sulla rivista Current Biology, che coinvolge la pianta carnivora Nepenthes hemsleyana, non particolarmente attraente per gli insetti se confrontata con le specie affini, e il pipistrello Kerivoula hardwickii, due specie che vivono nelle fitte foreste del Borneo. Mediante una serie di esperimenti, lo studio mostra che l’orifizio concavo della campana fiorale della pianta funge da perfetto organo di risonanza per gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli nel processo di ecolocalizzazione. In pratica, la pianta riflette in maniera quasi perfetta e da diverse direzioni gli ultrasuoni dei pipistrelli (gli autori parlano della pianta come di un riflettore di ultrasuoni multidirezionale), segnalando così la sua presenza in mezzo all’altra vegetazione. Secondo gli autori, questo fenomeno rappresenta un adattamento acustico che consente alle due specie di entrare in contatto, anche a densità molto basse e in presenza di numerose piante limitrofe. Infatti, se private di questa cassa di risonanza, le piante risultano molto meno appetibili e raggiungibili per i pipistrelli. Questo tipo di attrazione acustica non era mai stata osservata in contesti differenti da quello dell’impollinazione né in aree biogeografiche differenti dai Neotropici.

Ma cosa rende necessaria questa comunicazione tra pianta e pipistrello? Sembra che le due specie siano legate da una relazione di mutualismo. E’ infatti noto che il pipistrello trova un confortevole riparo diurno privo di parassiti nella ‘bocca’ della pianta carnivora, la quale può beneficiare delle deiezioni che questo mammifero volante rilascia nelle vicinanze, innalzando i contenuti di composti azotati che possono essere assorbiti.


Riferimenti:
Michael G. Schöner , Caroline R. Schöner, Ralph Simon, T. Ulmar Grafe, Sébastien J. Puechmaille, Liaw Lin Ji, Gerald Kerth. Bats Are Acoustically Attracted to Mutualistic Carnivorous Plants. Current Biology, July 2015 DOI: 10.1016/j.cub.2015.05.054

Credit image: Schöner et al. DOI: 10.1016/j.cub.2015.05.054