Il primo passo verso la vita artificiale

Le date epocali nella storia della biologia non riescono a raggiungere il numero delle dita d una mano: il 24 novembre 1859 Charles Darwin pubblica la prima edizione de “L’origine delle specie”, esponendo la sua teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Il grande naturalista inglese non sapeva dell’esistenza della molecola fondamentale per la trasmissione delle informazioni genetiche, il DNA.L’8 febbraio 1865,

Le date epocali nella storia della biologia non riescono a raggiungere il numero delle dita d una mano: il 24 novembre 1859 Charles Darwin pubblica la prima edizione de “L’origine delle specie”, esponendo la sua teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Il grande naturalista inglese non sapeva dell’esistenza della molecola fondamentale per la trasmissione delle informazioni genetiche, il DNA.

L’8 febbraio 1865, il monaco ceco Gregor Mendel presenta le sue scoperte sull’eredità dei caratteri: il DNA non è ancora una realtà ma si comincia a comprendere qualcosa su questa fondamentale macromolecola organica.

Il 25 aprile 1953, James Watson e Francis Crick pubblicano sulla rivista Nature (qui l’articolo originale) la loro ricerca che descrive la struttura a doppia elica dell’acido desossiribonucleico. Una grande conquista per l’umanità, succeduta dall’esplosione di numerose discipline collaterali alla genetica. Il DNA finalmente prende forma.

Il 21 maggio 2010, Craig Venter e il suo consistente gruppo di collaboratori del Craig Venter Institute hanno per la prima volta nella storia creato di una cellula batterica controllata da un genoma sintetico (Creation of a Bacterial Cell Controlled by a Chemically Synthesized Genome). La scoperta su Science.

Il gruppo di Venter ha dapprima realizzato in laboratorio il genoma del batterio Mycoplasma micoides, a partire da singoli nucleotidi acquistati in precedenza e grazie all’ausilio di un sintetizzatore chimico controllato da un computer. Dopo una serie di riarrangiamenti e riassemblaggi, lo stesso genoma è stato trasferito all’interno di una cellula di una specie diversa, il batterio Mycoplasma capricolum, e ne ha sostituito completamente il cromosoma originale. La cellula di M. capricolum contenente il genoma realizzato in laboratorio di M. micoides si è dimostrata in grado di produrre proteine normalmente e di replicarsi da sola, generando altre cellule portatrici del DNA sintentico.

Nonostante ora si aprano numerose questione etiche, la scoperta è senza dubbio epocale e potrebbe essere applicata nel prossimo futuro per la risoluzione di alcuni problemi che l’uomo stenta non riesce pienamente a risolvere (ad. esempio questione di carattere energetico, ecologico).

Qui il comunicato stampa del Craig Venter Institute e qui un commento di Elisabeth Pennisi su Science (open access). Qui una conferenza di Craig Venter tradotta in esclusiva per Pikaia.

Andrea Romano


Riferimenti:
Daniel G. Gibson, John I. Glass, Carole Lartigue, Vladimir N. Noskov, Ray-Yuan Chuang, Mikkel A. Algire, Gwynedd A. Benders, Michael G. Montague, Li Ma, Monzia M. Moodie, Chuck Merryman, Sanjay Vashee, Radha Krishnakumar, Nacyra Assad-Garcia, Cynthia Andrews-Pfannkoch, Evgeniya A. Denisova, Lei Young, Zhi-Qing Qi,1 Thomas H. Segall-Shapiro, Christopher H. Calvey, Prashanth P. Parmar, Clyde A. Hutchison, III, Hamilton O. Smith, J. Craig Venter, Creation of a Bacterial Cell Controlled by a Chemically Synthesized Genome, Science DOI: 10.1126/science.1190719