Innovazione = minor rischio di estinzione

Un nuovo studio mostra come le specie di uccelli che hanno la capacità di esprimere nuovi comportamenti di foraggiamento sono meno vulnerabili all’estinzione rispetto alle specie che non lo sono


Nel corso degli anni, gli scienziati hanno notato numerosi esempi di comportamenti innovativi tra molte specie di uccelli sparse nel mondo (Pikaia ne ha parlato qui). Alcuni specie di airone sono stati osservati a usare pane o gli insetti come esca per catturare i pesci (video). Sono stati osservati corvi (Corvus sp.) opportunisti che usano le auto per rompere noci o conchiglie. In Nuova Zelanda sono stati osservati cormorani (Phalacrocorax varius) che coordinano la pesca con i movimenti dei traghetti commerciali per sfruttare le forti correnti generate dalle eliche per catturare pesci storditi. E questi sono solo alcuni dei molteplici esempi di strategie di foraggiamento innovative da parte degli uccelli.

Per lungo tempo si è ipotizzato che la capacità di innovare può rendere le specie meno vulnerabili al rischio di estinzione, tuttavia è stato difficile testarla quantitativamente a livello globale (Pikaia ne ha parlato qui). Secondo uno studio di un team spagnolo-canadese, pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution, i ricercatori hanno scoperto che proprio le specie che sono stati in grado di aggiungere nuovi alimenti nella loro dieta, o di sviluppare nuove tecniche per ottenere il cibo, sono meglio in grado di sopportare i cambiamenti ambientali che interessano il loro habitat, che rappresentano la loro principale minaccia di estinzione.

Gli autori hanno raccolto informazioni sulle innovazioni alimentari descritte in articoli pubblicati in 204 riviste ornitologiche tra il 1960 e il 2018, confrontando il numero di innovazioni osservate di ogni specie con il livello di rischio di estinzione secondo la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Sulla base di questi dati, il team è stato in grado di compilare un database di oltre 3.800 innovazioni di foraggiamento osservate in specie avicole.

Analisi statistiche hanno poi mostrato che il rischio di estinzione è ridotto nelle specie che hanno mostrato comportamenti innovativi e, con l’aumento del numero di questi comportamenti il rischio di estinzione è ulteriormente ridotto. Dalle analisi è emerso anche che quanto maggiore è il numero di innovazioni descritte per una specie, tanto maggiore è la probabilità che le sue popolazioni siano stabili o in aumento demografico.

La capacità di inventare nuovi comportamenti rappresenta un chiaro vantaggio evolutivo per gli uccelli che devono affrontare la distruzione dei loro habitat, anche se non sempre è una garanzia di sopravvivenza, avvertono gli autori. Infatti la plasticità comportamentale riduce solo il rischio di estinzione degli uccelli a causa dell’alterazione dell’habitat, ma non è una strategia vincente contro le altre minacce, come la presenza di specie invasive (Pikaia ne ha parlato qui), il sovrasfruttamento delle risorse o la caccia eccessiva.

Gli autori sottolineano che le specie con la maggiore capacità di innovazione hanno solitamente dei tempi di generazione più lunghi, il che le rende più vulnerabili alla caccia. La capacità di innovare protegge gli animali da alcuni, ma non da tutti i rapidi cambiamenti dell’ambiente.


Fonti
Simon Ducatez, Daniel Sol, Ferran Sayol, Louis Lefebvre. Behavioural plasticity is associated with reduced extinction risk in birds. Nature Ecology & Evolution, 2020; DOI: 10.1038/s41559-020-1168-8

Immagine: john581 / CC BY, via Wikimedia Commons