Introduzione a Darwin

Introduzione a CHARLES R. DARWINTelmo PievaniEditori LaterzaCollana “I filosofi”Roma-Bari, marzo 2012, pp. 194, Euro 12INDICEI. Un romanzo di formazione1. Due famiglie intrecciate.  2. Un giovane naturalista nella camera di Paley.  3. Battesimo geologico e oceanico.  4. Tutte le isole del mondo. 5. Il più basso grado di umanità? 6. Natura sovrana.  7. L’instabilità della Terra.  8. Le Galápagos e il


Introduzione a CHARLES R. DARWIN

Telmo Pievani

Editori Laterza
Collana “I filosofi”
Roma-Bari, marzo 2012, pp. 194, Euro 12


INDICE

I. Un romanzo di formazione
1. Due famiglie intrecciate.  2. Un giovane naturalista nella camera di Paley.  3. Battesimo geologico e oceanico.  4. Tutte le isole del mondo. 5. Il più basso grado di umanità? 6. Natura sovrana.  7. L’instabilità della Terra.  8. Le Galápagos e il mito dell’illuminazione.  9. Più domande che risposte.

II. I taccuini giovanili: una rivoluzione scientifica vista dall’interno
1. Un inizio saltazionista.  2. Le specie come entità discrete.  3. L’albero e il corallo della vita.  4. “Qualcosa che potrebbe rivoltare l’intera metafisica”.  5. Tutti legati in un’unica rete.  6. “Hurrah!”, ecco il meccanismo.  7. Come pagine strappate da un libro.

III. L’evoluzionista riluttante
1. Il primo “abbozzo” del 1842.  2. E’ come confessare un omicidio. 3. Sapere tutto, ma proprio tutto, di una piccola porzione della natura. 4. I fatti precipitano.

IV. L’Origine delle specie
1. Da ogni pagina sventola la bandiera della flotta britannica.  2. Metodologia e struttura dell’Origine: il nocciolo variazione-selezione.  3. Selezione naturale e principio di divergenza.  4. Il “lungo ragionamento” e il tema irrisolto del progresso.  5. Strutture e funzioni: il problema del 5% di un’ala.  6. Predizioni rischiose.  7. Un problema in piccolo e un problema in grande.

V. Le opere antropologiche
1. Il paradosso di Wallace e il naturalismo di Darwin.  2. Una natura piena di emozioni.  3. Storie naturali della mente.  4. La selezione sessuale e le razze umane.  5. Il darwinismo sociale di Darwin.  6. Il paradosso dell’altruismo.

VI. Un tranquillo ribelle di campagna
1. La materia prima del cambiamento evolutivo.  2. Le incertezze sull’ereditarietà e l’“ipotesi provvisoria” della pangenesi.  3. Leggi e dettagli contingenti: la caduta del progetto. 4. Darwin e la religione.  5. Musica per lombrichi.

Cronologia della vita e delle opere

Storia della critica
1. Il fatto e la teoria dell’evoluzione: il neodarwinismo.  2. Le critiche scientifiche interne e quelle scientifiche esterne.  3. La Sintesi Moderna. 4. Un lungo fraintendimento.  5. Verso una sintesi neodarwiniana estesa.

Darwin in Italia

Bibliografia



Il 12 febbraio del 1809 nasceva un uomo schivo che ebbe in sorte di cambiare per sempre il nostro modo di intendere la natura, e il posto della specie umana in essa. Difficile sintetizzare in un’Introduzione la figura di uno scienziato che ha saputo condensare in una vita sola: una giovinezza spensierata senza troppa voglia di studiare; un viaggio avventuroso di cinque anni attorno al mondo così denso di meraviglia da apparire come un perfetto romanzo di formazione; un secondo viaggio londinese, tutto mentale questa volta, all’inseguimento di un’intuizione rivoluzionaria e inconfessabile; venti lunghi anni di silenzio operoso nella campagna del Kent; la morte della figlia più amata, e poi un precipitare quasi teatrale di accadimenti con la lettera occasionale di un potenziale rivale, la corsa alla pubblicazione, il successo mondiale dell’Origine delle specie, lo scandalo nella buona società dell’epoca, il sottrarsi alle polemiche, la fama internazionale, le opere apparentemente bizzarre della vecchiaia, le ansie di vita eterna della moglie, un ultimo libro sui lombrichi, gli onori della sepoltura in Westminster. Il tutto in un uomo solo, che forse non cercava tanto.

“Sarà una lunga battaglia, anche dopo che saremo morti e sepolti … grande è il potere del fraintendimento intenzionale”, confessava amaramente all’amico Thomas H. Huxley nel 1871. E lunga battaglia è stata, giacché infuria ancora. La rivoluzione darwiniana non fu infatti soltanto scientifica, ma anche filosofica e culturale. Ciò che più stupisce è che l’eredità di Darwin oggi non sia meno ricca della sua biografia, al punto che ancora stiamo imparando dai suoi testi meno conosciuti. C’è il Darwin naturalista che consegna alla scienza una spiegazione imprescindibile per organizzare in un’unica cornice coerente le nostre conoscenze sul mondo vivente. C’è il Darwin ricercatore con quel suo peculiare metodo di indagine e l’originale intreccio di osservazione, di teoria e di unificazione di fatti sparsi. C’è il Darwin anticipatore e pluralista, che seppe essere talvolta più moderno dei suoi stessi epigoni. C’è il Darwin privato che rimugina per decenni sulle conseguenze delle sue scoperte e non si rassegna a scorciatoie consolatorie. Con Darwin la natura diventa un racconto appassionante, una storia di diversità, di antenati comuni, di contesti mutevoli, di eventi imprevedibili, di possibilità più che di necessità. Vi è davvero “qualcosa di grandioso in questa visione della vita”, come recita la chiusa dell’Origine.

Attraverso l’attenta osservazione della natura in tutte le sue forme – dal bradipo fossile al tordo beffeggiatore, dai fringuelli alle orchidee, dalle api ai bambini – Darwin si rese conto che siamo tutti imparentati. Ogni essere vivente condivide antenati con tutti gli altri e la grande diversità della vita sulla Terra è il risultato di processi durati milioni di anni e tuttora in atto. La spiegazione che Darwin diede di questo grande palcoscenico di trasformazione della vita nel tempo – la teoria dell’evoluzione per selezione naturale – ha cambiato per sempre la nostra concezione del mondo vivente, così come le idee di Galileo, di Newton e di Einstein hanno modificato la nostra percezione dell’universo fisico.

La teoria dell’evoluzione per selezione naturale è alla base della moderna biologia. Ci permette di decifrare i nostri geni, di combattere i virus, ma soprattutto di comprendere l’origine dei resti fossili e la ricca biodiversità del nostro pianeta. Semplice e allo stesso tempo dibattuta, oltre che fraintesa, nella 5 sua versione riveduta e aggiornata la teoria rappresenta tutt’oggi il pilastro indiscusso della biologia. Tuttavia, il processo che nel XIX secolo portò il naturalista inglese alle sue scoperte e alla costruzione del suo corpus teorico non fu affatto lineare e il modo migliore per comprenderlo è seguirne la genesi.

In questo volume il suo pensiero è introdotto non soltanto ricorrendo ai testi classici per i quali divenne noto fin da subito in tutto il mondo – principalmente, L’origine delle specie del 1859 e L’origine dell’uomo del 1871 – ma anche attingendo alle parti più private e meno conosciute della sterminata “industria darwiniana” (diari, taccuini, le migliaia di lettere, le monografie cosiddette “minori”), una mole di testi così ingente da essere ancora oggi in corso di sistemazione e di studio. E’ infatti necessaria una valutazione organica della sua produzione, pubblica e privata, sia per apprezzarne le sfumature filosofiche sia per cogliere la caratteristica principale che lo rende persistentemente attuale anche sul piano scientifico: aver saputo fondare la metodologia di indagine scientifica della storia naturale e averla unita a un “pluralismo teorico” peculiare, che è sopravvissuto alle generazioni successive di ricercatori ed è oggi la chiave di lettura migliore per comprendere l’evoluzione dei viventi.