La battaglia dei sessi

La stagione degli accoppiamenti è una fase della vita di tutti gli animali caratterizzata da intensa competizione: infatti, oltre alla competizione tra gli individui di un sesso, in genere quello maschile, per la conquista di un partner riproduttivo, si aggiunge la cosiddetta “battaglia dei sessi” che si gioca tra maschi e femmine. Gli uni, grazie alla possibilità di poter contare

La stagione degli accoppiamenti è una fase della vita di tutti gli animali caratterizzata da intensa competizione: infatti, oltre alla competizione tra gli individui di un sesso, in genere quello maschile, per la conquista di un partner riproduttivo, si aggiunge la cosiddetta “battaglia dei sessi” che si gioca tra maschi e femmine. Gli uni, grazie alla possibilità di poter contare su un numero pressochè illimitato di spermatozoi, sono intenzionati a fecondare il maggior numero di femmine, in modo tale da potersi assicurare un elevato successo riproduttivo, inteso come alto numero di discendenti a prescindere dalla qualità della prole. Le altre, invece, avendo a disposizione un esiguo numero di gameti, le cellule uovo, devono selezionare minuziosamente il partner in modo tale da massimizzare il proprio investimento parentale assicurandosi una prole di alta qualità (che spesso è legata alla qualità del padre) sebbene numericamente limitata. L’ottimizzazione del successo riproduttivo de primi è legato, quindi, alla numerosità dei figli, quello delle seconde alla loro qualità: il conflitto è aperto…

E’ evidente che in un contesto del genere si siano evolute strategie diverse per maschi e femmine per incrementare il proprio successo riproduttivo: le femmine hanno evoluto meccanismi per riconoscere i maschi migliori e i maschi hanno elaborato tecniche per poter fecondare più femmine possibile, tra cui quella di costringere forzatamente le partner all’atto copulativo. In questi casi, ad esempio, la selezione ha favorito tutte le caratteristiche maschili in grado di perpetrare gli accoppiamenti coercitivi e di favorire la paternità, tra cui la rapida estensione del pene e l’abbondante produzione di spermatozoi.

Come possono le femmine difendersi e ridurre le possibilità di essere fecondate da un maschio che non hanno selezionato? Le femmine di alcune specie di anatre appartenenti alla famiglia Anatidae, i cui maschi sono soliti costringerle ad accoppiamenti forzati, hanno sviluppato una struttura molto elaborata dei loro organi genitali in modo tale da impedire (o almeno ridurre) la fecondazione. In queste specie, infatti, il pene maschile presenta una forma “a cavatappi”, che si estende in senso antiorario, e si è evoluto per poter meglio assolvere le copule forzate: è infatti di dimensioni ragguardevoli dato che raggiunge i 20 cm di lunghezza, fattore che è stato segnalato incrementare le chances di fecondazione (Pikaia ne ha parlato qui), e raggiunge la piena estensione in tempi brevissimi, in media 0,36 secondi. Da parte loro, le femmine, come documentato sulle pagine della rivista Proceedings of the Royal Society B, hanno sviluppato vie genitali molto convolute, ma soprattutto con l’estremità che terminano con sacche a spirale in senso orario.

Come si può notare da questo video slow-motion, il pene maschile è in grado di penetrare senza problemi nelle cavità che presentano una spiralità antioraria, simile a quella dell’organo intromissore, e in cavità di forma cilindrica. Quando il pene viene inserito, invece, in cavità di forma “a cavatappi” in senso orario, come i genitali femminili, ne viene ridotto, e in alcuni casi impedito del tutto, l’allungamento. La selezione naturale, concludono i ricercatori dell’Università di Yale che hanno realizzato lo studio sull’anatra muschiata (Cairina moschata), ha favorito questa morfologia dei genitali femminili in quanto riduce, mediante incompatibilità anatomica e meccanica, le probabilità di essere fecondate in modo forzato.

Questo non significa che le femmine non possano essere fecondate dai maschi della propria specie (!), solamente che il tempo necessario al partner per poter ottenere la paternità della covata aumenta considerevolmente, rendendo i maschi selezionati attivamente (quelli che si accoppiano con maggior frequenza e per tempi più lunghi) i più probabili padri biologici della prole.

La battaglia tra i sessi in natura spesso si gioca “sotto le coperte”, celata all’occhio indagatore dell’uomo, e ancora una volta ci ricorda le modalità di azione della selezione naturale nel plasmare le strutture anatomiche degli organismi viventi.

Andrea Romano


Riferimenti:
Patricia L.R. Brennan, Christopher J. Clark, Richard O. Prum, Explosive eversion and functional morphology of the duck penis supports sexual conflict in waterfowl genitalia, December 23 2009, doi: 10.1098/rspb.2009.2139

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons