La comunicazione nei pipistrelli

I pipistrelli, e in particolare i microchirotteri, sono in grado di muoversi e cacciare nel buio più totale della notte senza urtare nessun tipo di ostacolo. Tale capacità deriva dal fatto che questi mammiferi volanti producono ultrasuoni attraverso la laringe che vengono emessi dal naso o, più comunemente, dalla bocca; in seguito vengono captati e rielaborati dal cervello gli echi

I pipistrelli, e in particolare i microchirotteri, sono in grado di muoversi e cacciare nel buio più totale della notte senza urtare nessun tipo di ostacolo. Tale capacità deriva dal fatto che questi mammiferi volanti producono ultrasuoni attraverso la laringe che vengono emessi dal naso o, più comunemente, dalla bocca; in seguito vengono captati e rielaborati dal cervello gli echi che rimbalzano dai diversi ostacoli presenti nell’ambiente. Questo fenomeno è noto con il nome di ecolocalizzazione e fino ad ora si credeva che la sua unica funzione fosse quella di permettere di evitare ostacoli e individuare le prede come falene e insetti notturni.

Un gruppo di ricerca del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research ha recentemente scoperto che l’ecolocalizzazione potrebbe avere un’importanza rilevante anche per la comunicazione tra gli individui. Infatti, attraverso esperimenti in cui venivano riprodotti ultrasuoni in playback di individui cospecifici ed eterospecifici, si è visto che i pipistrelli della specie Noctilio albiventris reagivano in modo differente a seconda dei suoni percepiti.

In particolare i microchirotteri rispondevano in maniera maggiormente evidente agli ultrasuoni prodotti da conspecifici sconosciuti rispetto a quelli di individui conosciuti della stessa specie. La minor reazione, invece, si verificava nei confronti di ultrasuoni prodotti da pipistrelli di altre specie. Il fatto ancor più sorprendente, riportano gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Animal Behaviour, è che i pipistrelli che sentono il richiamo prodotto da un conspecifico, rispondono con una vocalizzazione che è tipica per ciascun individuo e che funge da riconoscimento individuale.

Sembra, quindi, che i microchirotteri siano in grado di utlilzzare una sorta di linguaggio (basato sull’ecolocalizzazione) comune agli individui di una singola specie o addirittura ristretto a piccoli gruppi sociali.

Ecco qui presentato un esempio di come l’evoluzione riesca ad adattare un carattere con una particolare funzione anche ad un altro utilizzo: nel caso qui riportato, l’ecolocalizzazione normalmente utilizzata per gli spostamenti in ambienti con scarsità di luce viene anche utilizzata per comunicare con individui della stessa specie.

Daniel Patelli


Riferimenti:
Silke L. Voigt-Heucke, Michael Taborsky, Dina K.N. Dechmann. A dual function of echolocation: bats use echolocation calls to identify familiar and unfamiliar individuals. Animal Behaviour, 2010; DOI: 10.1016/j.anbehav.2010.03.025