La dieta di A. sediba

Una nuova analisi suggerisce che Australopithecus sediba si nutriva di tessuti vegetali morbidi


Minuziose analisi sui denti di Australopithecus sediba, specie descritta per la prima volta lo scorso anno, forniscono importanti informazioni sulla sua dieta e, di conseguenza, sull’habitat in cui viveva questo che potrebbe essere un nostro progenitore: si nutriva prevalentemente di frutti, corteccia e foglie e, al contrario di quanto si pensasse, viveva in ambiente forestale.

Queste conclusioni sono state possibili grazie a tre differenti analisi sui denti di due esemplari della specie, risalenti a circa 2 milioni di anni fa. Nella prima è stata esaminata la composizione isotopica dello smalto dei denti che ha evidenziato la presenza di isotopi del carbonio tipico delle piante C3, diffuse in ambienti boschivi, piuttosto che di quelle C4, che proliferano nella savana.

Questo risultato ha trovato conferma da una seconda analisi, condotta sui frammenti di tessuto vegetale fossile presente negli interstizi dentali dei due australopiteci, che sono risultati appartenere anche in questo caso a piante C3.

L’ultima analisi, che ha preso in considerazione le abrasioni e i graffi presenti sui denti, ha fornito un’indicazione differente: almeno uno dei due esemplari si nutriva, oltre che di erbe morbide, anche di cibi piuttosto duri da masticare, come corteccia e semi coriacei.

Alla nostra conoscenza di A. sediba, definito svariate volte dagli esperti come un mix di caratteristiche dei generi Homo e Australopithecus (Pikaia ne ha parlato qui e qui) e dunque molto importante per la comprensione del nostro passato evolutivo, si aggiunge un altro importante tassello.


Riferimenti:
Henri et al. The diet of Australopithecus sediba. Nature, published online 27 June 2012, doi:10.1038/nature11185